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Menu di Pasqua Calabrese: Tradizioni e Ricette

Pubblicato il 26 Marzo 2024

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Da GIULIANO CONFORTI

Il menu di Pasqua calabrese è un pranzo lungo e generoso, costruito su antipasti di salumi e formaggi, primi della tradizione, agnello o capretto al forno e i dolci pasquali come la cuzzupa. Da noi, a San Giorgio Albanese, in provincia di Cosenza, la Pasqua non è una cena veloce: è una giornata intera passata a tavola, con la famiglia che si allarga e i piatti che si susseguono senza fretta.

Io e mio fratello la Pasqua la prepariamo come ce l’ha insegnata mio nonno. Si parte dal forno a legna acceso la mattina presto, dal profumo dell’agnello che cuoce con le patate e il rosmarino delle nostre colline. Un buon menu di Pasqua, qui da noi, si misura sulla qualità delle materie prime: il salume giusto, l’olio extravergine di Carolea appena versato, il formaggio di stagione.

In questa guida ti racconto come si compone un menu di Pasqua della tradizione calabrese, piatto per piatto. Dall’antipasto fino al dolce, con le dosi che usiamo noi, i tempi del forno e gli abbinamenti con il vino. Non sono ricette inventate a tavolino: sono quelle che facciamo davvero, ogni anno, da tre generazioni. Trovi anche le risposte alle domande più comuni, da quando cade la Pasqua a come riscaldare l’agnello avanzato senza seccarlo.

Come si compone un menu di Pasqua della tradizione calabrese

Il menu di Pasqua calabrese segue una struttura precisa. Antipasto ricco, due primi, l’arrosto di carne, contorni di stagione e i dolci. Non è un caso che si mangi così tanto: la Pasqua chiude la Quaresima, quaranta giorni in cui un tempo si rinunciava alla carne e ai grassi. La tavola di Pasqua era ed è la festa del ritorno all’abbondanza.

Da noi il pranzo comincia verso l’una e finisce nel pomeriggio. Si apre con un tagliere generoso, si prosegue con la pasta al forno, si arriva all’agnello e si chiude con la cuzzupa e un bicchierino di liquore. Il segreto non è la quantità, ma l’equilibrio: piatti grassi alternati a contorni freschi, un buon vino a tenere insieme tutto.

L’antipasto di Pasqua: salumi, formaggi e frittata

L’antipasto è il biglietto da visita del pranzo. Sul tagliere mettiamo soppressata, capocollo e pancetta del nostro Maiale Nero Apulo-Calabrese, presidio Slow Food. Accanto, il caciocavallo silano e un pecorino di media stagionatura. È il momento dei salumi calabresi e dei formaggi più importanti dell’anno.

Non manca mai la frittata di Pasqua, quella con la salsiccia sbriciolata e il pecorino, cotta nel forno fino a gonfiarsi. E poi le uova sode, simbolo della festa, condite con un filo del nostro olio extravergine e una macinata di pepe. Un antipasto di Pasqua calabrese vuole anche qualche sottolio: melanzane, funghi, peperoni arrostiti.

I primi piatti del pranzo di Pasqua

Il primo della Pasqua, in Calabria, è quasi sempre la pasta al forno. Maccheroni o anelletti conditi con ragù di carne, polpettine piccole, uova sode a pezzi, caciocavallo e una grattata di pecorino. Si cuoce finché non si forma la crosta. Per molte famiglie il pranzo di Pasqua senza la pasta al forno non sarebbe Pasqua.

In alternativa, o in aggiunta, le lasagne o i fileja fatti a mano con il sugo di capra. Da noi il primo è abbondante: si calcolano almeno 120-130 grammi di pasta a testa, perché alla pasta al forno non si rinuncia neanche dopo l’antipasto. Un filo d’olio EVO Carolea a crudo a fine cottura fa la differenza.

L’agnello o il capretto al forno: il secondo della festa

Il secondo è il cuore del menu di Pasqua. Agnello o capretto, cotti al forno con le patate, l’aglio, il rosmarino e un bicchiere di vino bianco. La carne deve restare morbida dentro e dorata fuori. Noi calcoliamo circa 300-350 grammi di carne con osso a persona e cuociamo a 180°C per un’ora e mezza abbondante, bagnando ogni tanto con il fondo di cottura.

Chi preferisce, fa il capretto ripieno con uova, formaggio e mollica. È il piatto delle nostre nonne, lungo da preparare ma indimenticabile. Accanto, le patate al forno tagliate spesse, insaporite con il nostro olio extravergine e gli aromi della Sila. Un secondo così chiede un rosso strutturato: noi apriamo un vino Cirò Rosso o un Magliocco.

I contorni e il pane per il menu di Pasqua

Tra un piatto grasso e l’altro servono i contorni freschi. Carciofi della piana di Sibari, fave novelle con il pecorino, insalata di campo. La primavera calabrese, in questo, è generosa: a Pasqua le fave sono appena spuntate e si mangiano crude, sgranate a mano, con un pezzo di formaggio.

Il pane casereccio, cotto a legna, accompagna tutto il pranzo. E poi c’è il pane delle feste, la cuzzupa salata in alcune case, dolce in altre. Un buon menu di Pasqua si regge anche sul pane giusto, quello che pulisce il piatto del sugo dell’agnello.

I dolci di Pasqua: cuzzupa, pastiera e ciambelle

Si chiude con i dolci. La regina, in Calabria, è la cuzzupa: una ciambella di pasta dolce con l’uovo sodo incastonato sopra, che si regala ai bambini e si decora con i confettini colorati. Ha tanti nomi a seconda della zona, cuddura, sguta, cuzzupa, ma è sempre lei. Mia nonna Rosa la faceva grande quanto un piatto.

Accanto, le ciambelle fritte, i fichi al cioccolato avanzati da Natale e, per chi ama la tradizione campana che qui è arrivata da tempo, la pastiera. I dolci tradizionali di Pasqua si fanno con il nostro olio extravergine al posto del burro, che li rende più leggeri e profumati. Un goccio di liquore agli agrumi chiude il pranzo.

Quando cade la Pasqua e perché cambia ogni anno

La Pasqua è una festa mobile. Cade la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera, quindi può variare dal 22 marzo al 25 aprile. Per questo il menu di Pasqua a volte si prepara con il freddo ancora in tavola, altre volte con le prime giornate calde. Quando è alta, le fave e i carciofi sono più maturi e il pranzo cambia leggermente.

La tradizione della Pasqua in Calabria: riti e simboli

La Pasqua, da noi, comincia molto prima del pranzo. La Settimana Santa è fatta di processioni, di pane benedetto, di case pulite a fondo. Il giovedì si preparano i sepolcri nelle chiese, il venerdì la processione dei misteri attraversa i paesi della valle del Crati. È un tempo lento, di attesa, che dà al pranzo di Pasqua un valore diverso da una semplice festa.

L’uovo è il simbolo che lega tutto: rinascita, vita nuova, fine del digiuno. Lo ritrovi nella cuzzupa, nelle frittate, nelle uova sode dell’antipasto. Mio nonno diceva che a Pasqua non si butta niente, perché ogni cosa in tavola ha un significato. Anche la cottura dell’agnello, che richiama il sacrificio, è parte di un racconto antico che le nostre nonne ci hanno passato senza tante parole, solo cucinando.

Come preparare in anticipo il menu di Pasqua

Il segreto di un pranzo riuscito è non arrivare al giorno di Pasqua con tutto da fare. Noi ci organizziamo così: due giorni prima si fanno i dolci, la cuzzupa e le ciambelle, che anzi migliorano riposando. Il giorno prima si prepara il ragù, si lessano le uova, si assembla la pasta al forno pronta da infornare. La frittata di Pasqua si può cuocere la mattina presto e servire tiepida.

Il giorno di Pasqua resta solo l’arrosto, che vuole presenza e attenzione, e i contorni freschi da condire all’ultimo. In questo modo si arriva a tavola senza affanno e si gode la giornata con la famiglia. Un consiglio che do sempre: scrivi il menu di Pasqua su un foglio e segna gli orari del forno, così non si accavallano le cotture e l’agnello esce al punto giusto.

Il lunedì di Pasquetta e gli avanzi del pranzo

Il giorno dopo è Pasquetta, il lunedì dell’Angelo. In Calabria si va in campagna, si fa la scampagnata tra gli ulivi con quello che è avanzato. L’agnello freddo, i salumi, la frittata tagliata a fette, il pane casereccio e un fiasco di vino. È un pranzo all’aperto, semplice, che chiude le feste con i piedi nell’erba e il profumo della primavera.

Gli avanzi del menu di Pasqua si riutilizzano senza sprechi. La pasta al forno si ripassa in padella e diventa croccante. L’agnello si spolpa e si fa un sugo per la pasta del giorno dopo. Le uova sode finiscono nelle insalate. Da noi questa è la regola di sempre: la festa dura, ma niente si butta. Un buon olio extravergine a crudo basta a dare nuova vita anche a un piatto riscaldato.

Domande frequenti sul menu di Pasqua

Cosa si mangia a Pasqua in Calabria?

A Pasqua in Calabria il pranzo inizia con un antipasto di salumi di Maiale Nero, caciocavallo silano, frittata con salsiccia e uova sode. Si prosegue con la pasta al forno ricca di ragù, polpettine e uova, poi l’agnello o il capretto al forno con le patate. I contorni sono di stagione: fave fresche, carciofi, insalata di campo. Si chiude con la cuzzupa, la ciambella pasquale con l’uovo, e altri dolci come ciambelle fritte e pastiera. È un menu di Pasqua lungo, pensato per stare a tavola con la famiglia per tutto il pomeriggio.

Come si organizza un menu di Pasqua completo?

Un menu di Pasqua completo si organizza in cinque momenti: antipasto, primo, secondo con contorno, frutta e dolce. Conviene preparare in anticipo ciò che regge: la pasta al forno si può assemblare la sera prima, i dolci anche due giorni prima. Il giorno di Pasqua ci si concentra sull’arrosto, che richiede tempo e attenzione. Calcola le quantità per persona senza eccessi: 120-130 g di pasta, 300 g di carne con osso, e lascia spazio ai contorni freschi che alleggeriscono. Un buon vino e il pane casereccio tengono insieme tutto il pranzo.

Qual è il dolce tipico di Pasqua in Calabria?

Il dolce tipico della Pasqua calabrese è la cuzzupa, una ciambella di pasta dolce con uno o più uova sode incastonate e decorata con confettini colorati. A seconda della zona si chiama anche cuddura, sguta o cuzzupa. Si regalava ai bambini e ai fidanzati, con un numero di uova che indicava l’affetto. Oltre alla cuzzupa, sulle tavole pasquali calabresi trovi le ciambelle fritte, i mostaccioli e talvolta la pastiera. I dolci di Pasqua si preparano spesso con il nostro olio extravergine al posto del burro, per un risultato più leggero.

Quanta carne serve per il pranzo di Pasqua?

Per il pranzo di Pasqua si calcolano circa 300-350 grammi di agnello o capretto con osso a persona, considerando che la carne con osso rende meno della carne pulita. Se il menu prevede già un antipasto ricco di salumi e una pasta al forno abbondante, puoi scendere a 250-300 grammi a testa. L’agnello si cuoce a 180°C per circa un’ora e mezza, con patate, aglio e rosmarino, bagnando con il fondo. Meglio abbondare leggermente: l’agnello avanzato è ottimo il giorno dopo, ripassato in padella o nel forno coperto.

Che vino abbinare al menu di Pasqua?

Al menu di Pasqua calabrese si abbina bene un rosso di buona struttura per reggere l’agnello al forno e la pasta al ragù: un Cirò Rosso a base di Gaglioppo o un Magliocco sono ideali. Sull’antipasto di salumi e formaggi puoi partire con un rosato fresco, che pulisce la bocca dai grassi. Sui dolci come la cuzzupa, un passito o un vino aromatico dolce chiude in armonia. La regola che seguiamo noi è semplice: vini del territorio per piatti del territorio, così l’abbinamento non sbaglia mai.

Quando cade la Pasqua?

La Pasqua è una festa mobile e cade la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Per questo la data oscilla ogni anno tra il 22 marzo e il 25 aprile. Si parla di Pasqua bassa quando cade a marzo o ai primi di aprile, e di Pasqua alta quando si avvicina alla fine di aprile. Il calcolo segue il calendario lunare ed è lo stesso da secoli. A livello pratico, cambia solo la stagionatura degli ortaggi di contorno: con la Pasqua alta, fave e carciofi del menu sono più maturi.

Il menu di Pasqua delle Tenute Conforti

Da Agricola Conforti, a San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza, prepariamo da tre generazioni i prodotti che riempiono la tavola di Pasqua: i salumi di Maiale Nero, i formaggi della Sila, l’olio extravergine di Carolea e i dolci tradizionali. Rispondiamo io o mio fratello, mai un call center: chiamaci e ti aiutiamo a comporre il tuo menu di Pasqua.

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