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Melograno: Proprietà, Benefici e Come si Mangia

Pubblicato il 24 Ottobre 2024

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Da GIULIANO CONFORTI

Il melograno è il frutto autunnale della pianta Punica granatum: una scorza coriacea racchiude centinaia di chicchi rossi e succosi, detti arilli, dal gusto agrodolce. Si mangia fresco, in succo o nelle insalate, ed è apprezzato per l’alto contenuto di vitamina C, potassio e antiossidanti. Qui da noi, a San Giorgio Albanese, sulle colline della valle del Crati in provincia di Cosenza, il melograno è l’albero che segna l’arrivo dell’autunno. Ne aveva uno mio nonno, in fondo all’orto, e i frutti restavano appesi fino a novembre.

Da bambino aspettavo il momento in cui si aprivano i primi frutti maturi. Non è un frutto che si mangia di fretta: va aperto con pazienza, sgranato con le dita, gustato chicco per chicco. In cambio regala un colore acceso e un sapore che sta a metà tra il dolce e l’aspro, perfetto sia da solo sia sopra un’insalata di finocchi con un filo del nostro olio Carolea.

In questa guida ti racconto tutto quello che so sul melograno: da dove viene, quando è di stagione, come si apre senza sporcare mezza cucina, quali sono le sue proprietà e come lo usiamo noi in Calabria. Niente promesse miracolose, solo un frutto buono e genuino che merita un posto sulla tavola d’autunno.

Cos’è il melograno e da dove viene

Il melograno è il frutto della Punica granatum, un albero originario dell’Asia sud-occidentale coltivato da millenni in tutto il Mediterraneo. In Italia cresce bene soprattutto al Sud, e in Calabria trova il clima ideale: estati calde e lunghe, autunni miti. Il frutto ha una forma tondeggiante con una piccola corona all’apice, la scorza che va dal giallo-rosato al rosso intenso, e all’interno tanti chicchi separati da membrane bianche e amare.

La parte che si mangia sono gli arilli, i chicchi traslucidi che avvolgono un piccolo seme croccante. È un frutto antico, presente nella storia e nei miti di mezzo mondo, simbolo di abbondanza e fertilità. Da noi è sempre stato l’albero dei giardini di casa, quello che nessuno comprava perché ce l’avevano tutti. Oggi è tornato di moda, e a ragione.

Quando è di stagione il melograno e come sceglierlo

È un frutto d’autunno. La stagione va da fine settembre a dicembre, con il picco tra ottobre e novembre. Quello che trovi a marzo o ad aprile arriva quasi sempre dall’altro emisfero e ha viaggiato a lungo. Se vuoi il meglio, comprane quando è il suo momento: un frutto di stagione, maturato sull’albero, non ha rivali per dolcezza e succosità.

Per scegliere un buon melograno vai a peso e a colore. Prendilo in mano: deve essere pesante, segno che è pieno di succo. La scorza va bene sia liscia sia leggermente squadrata ai lati, anzi i frutti un po’ spigolosi sono spesso i più maturi, perché i chicchi premono da dentro. Evita quelli con la buccia molle, screpolata o ammuffita. Un frutto sodo e pesante è quasi sempre una garanzia.

Come si apre e si sgrana il melograno senza fatica

Aprire il melograno spaventa chi non lo conosce, ma è più facile di quanto sembri. Io faccio così: taglio via la piccola corona in cima con un coltello, poi incido la scorza in verticale in quattro o cinque punti, seguendo le costole bianche interne. A quel punto il frutto si apre a spicchi come un fiore, senza schiacciare i chicchi.

Per sgranarlo in fretta c’è il trucco della nonna: tieni mezzo melograno con i chicchi verso il basso sul palmo della mano, sopra una ciotola, e batti la scorza con un cucchiaio di legno. I chicchi cadono da soli. Se lo fai sott’acqua, in una bacinella, le membrane bianche galleggiano e i chicchi vanno a fondo: così separi tutto in un attimo e non ti macchi. Il succo macchia parecchio, quindi meglio un grembiule scuro.

Le proprietà nutrizionali del melograno

Il melograno è un frutto poco calorico e ricco di sostanze utili. Cento grammi di arilli apportano poco più di 80 chilocalorie e sono una buona fonte di acqua, fibre, vitamina C, vitamina K e potassio. Il colore rosso acceso dei chicchi dipende dai polifenoli, in particolare dagli antociani e dai tannini, gli stessi composti antiossidanti che troviamo anche nel vino rosso e nel nostro olio extravergine.

È proprio la ricchezza di polifenoli a renderlo interessante dal punto di vista nutrizionale. Sono le stesse molecole che studiamo con attenzione anche nell’olio Carolea, dove superano i 250 milligrammi per chilo. Contiene anche una piccola quota di zuccheri naturali, che gli danno la caratteristica nota dolce, bilanciata dall’acidità dei tannini. Un frutto sincero, insomma: buono e con qualcosa di buono dentro.

I benefici del melograno per la salute

Il melograno è spesso citato tra i frutti amici del benessere, soprattutto per il suo contenuto di antiossidanti. I polifenoli aiutano a contrastare i radicali liberi, la vitamina C sostiene le difese, il potassio è utile per la normale funzione muscolare e per la pressione. Va detto con onestà: è un ottimo alimento, non una medicina. Fa bene inserito in una dieta varia ed equilibrata, non da solo.

Chi assume farmaci particolari, per esempio anticoagulanti, dovrebbe chiedere al medico prima di bere succo di melograno in abbondanza, perché può interferire con alcune terapie. Detto questo, un frutto o un bicchiere di succo al giorno, in stagione, sono un piacere sano. Io lo vedo come parte di quella dieta mediterranea fatta di frutta di stagione, verdure, olio extravergine e poche cose complicate, che è il modo di mangiare che conosco da sempre.

Come si mangia il melograno: usi in cucina

Il modo più semplice di mangiare il melograno è al naturale, un cucchiaio di chicchi dopo l’altro. Ma in cucina dà il meglio negli abbinamenti. I chicchi croccanti sono perfetti sulle insalate autunnali, dove aggiungono colore, dolcezza e una nota acidula che sgrassa. Provalo con finocchi affettati sottili, noci e scaglie di pecorino: è un classico che non stanca mai.

Il succo di melograno si usa per condire, per marinare la carne, per preparare salse agrodolci da abbinare al maiale o alla selvaggina. I chicchi decorano dolci al cucchiaio, yogurt, panna cotta, e stanno benissimo anche sopra una bruschetta con ricotta fresca. Da noi a fine anno il frutto finisce spesso sulla tavola delle feste, sgranato in una ciotola di vetro, perché il suo rosso porta allegria e, dice la tradizione, buona fortuna.

Melograno e olio extravergine: l’abbinamento in insalata

L’abbinamento che preferisco è quello tra melograno e olio extravergine di oliva. In un’insalata di stagione, i chicchi portano la dolcezza acidula e l’olio Carolea porta il fruttato e quel pizzico amaro-piccante che lega tutto. Basta un filo di olio a crudo, un pizzico di sale, qualche gheriglio di noce, e hai un piatto che sembra studiato da un cuoco ma lo prepari in due minuti.

È la logica della nostra cucina: prodotti semplici, di stagione, uniti dall’olio buono. Il nostro olio in bottiglia Carolea, con acidità libera tra 0,2 e 0,3 per cento, è pensato proprio per queste occasioni a crudo. Accanto ai chicchi puoi mettere gli agrumi della sezione Agrumi Conforti e la frutta e verdura di stagione della Ortofrutta.

Come conservare il melograno e i suoi chicchi

Il melograno intero si conserva a lungo. In un luogo fresco e asciutto, come una cantina o la parte bassa del frigorifero, un frutto sano regge anche tre o quattro settimane, a volte di più. La scorza coriacea protegge i chicchi meglio di qualsiasi imballaggio. Controlla ogni tanto che non compaiano muffe e tieni i frutti lontani dall’umidità.

Una volta sgranato, il frutto va gestito in fretta. I chicchi si tengono in frigorifero, in un contenitore chiuso, per quattro o cinque giorni. Se ne hai in abbondanza puoi congelarli: si stendono su un vassoio, si mettono in freezer un paio d’ore, poi si trasferiscono in un sacchetto. Così restano sgranati e li usi al bisogno tutto l’inverno, sulle insalate o nei dolci.

Perché il melograno si sposa con la tavola calabrese

Il melograno è un frutto che racconta l’autunno calabrese: cresce nei nostri giardini, matura con le prime piogge, arriva sulla tavola quando l’olio nuovo è appena franto. Da noi, alle Tenute Conforti di San Giorgio Albanese, lo amiamo perché incarna la nostra idea di cibo: stagionale, semplice, buono. Non lo vendiamo in scatola né lo trasformiamo: lo mangiamo come si è sempre fatto, con l’olio Carolea a crudo e i prodotti della nostra terra. Dietro ogni ordine ci siamo io e mio fratello, non un call center, e spediamo in tutta Italia con spedizione gratuita oltre i 39,90 euro.

Curiosità e tradizioni di un frutto antico

Pochi frutti hanno una storia lunga come questo. Simbolo di abbondanza e fertilità in mille culture del Mediterraneo, compare nei mosaici, nei dipinti e nei racconti popolari da millenni. Da noi in Calabria era l’albero di casa, quello che si piantava alla nascita di un figlio e che accompagnava la famiglia per decenni. I frutti maturi, appesi ai rami spogli di novembre, sono una delle immagini più belle dell’autunno nelle nostre campagne.

Nella tradizione contadina i chicchi rossi portati in tavola a fine anno erano un augurio di prosperità: tanti chicchi, tanta fortuna. È un gesto che ripetiamo ancora, quasi senza pensarci, quando riempiamo una ciotola di vetro con gli arilli e la mettiamo al centro del tavolo delle feste. Un frutto semplice, sincero, che parla di stagioni rispettate e di cose fatte con calma, esattamente come piace a noi.

Domande frequenti sul melograno

Quando è la stagione del melograno?

La stagione del melograno in Italia va da fine settembre a dicembre, con il periodo migliore tra ottobre e novembre. È un frutto tipicamente autunnale. I melograni che si trovano in primavera o in estate provengono in genere dall’emisfero australe e hanno viaggiato a lungo, quindi risultano meno saporiti. Per gustarlo al meglio conviene sempre acquistarlo nel suo periodo di stagione, quando è maturato sull’albero ed è più dolce e succoso.

Come si apre il melograno senza sporcare?

Per aprire il melograno senza sporcare, taglia la corona in cima, incidi la scorza in verticale seguendo le costole bianche interne e apri il frutto a spicchi. Poi sgranalo tenendolo a testa in giù sul palmo della mano e battendo la scorza con un cucchiaio di legno sopra una ciotola. Se lo fai immergendo i pezzi in una bacinella d’acqua, le membrane bianche galleggiano e i chicchi vanno sul fondo, così li separi senza schizzi e senza macchiarti.

Quante calorie ha il melograno?

Cento grammi di arilli di melograno apportano poco più di 80 chilocalorie. È quindi un frutto relativamente poco calorico, ricco di acqua e fibre, con una quota di zuccheri naturali che gli conferisce il gusto dolce. Contiene inoltre vitamina C, vitamina K, potassio e i polifenoli responsabili del colore rosso e delle proprietà antiossidanti. Va considerato un ottimo alimento nell’ambito di una dieta varia, non un integratore o un rimedio.

Si possono mangiare i semi del melograno?

Sì, i semini all’interno dei chicchi del melograno si mangiano tranquillamente. Sono la parte croccante dell’arillo e contengono fibra. C’è chi preferisce succhiare solo la polpa succosa e sputare il seme, ma non è necessario: masticare anche il seme è del tutto sicuro e aggiunge fibra alla porzione. L’unico consiglio è per chi ha problemi di diverticoli, che può preferire il solo succo filtrato.

Il succo di melograno fa bene?

Il succo di melograno è ricco di antiossidanti e vitamina C e, consumato in un’alimentazione equilibrata, è una bevanda sana. Meglio berlo fresco e senza zuccheri aggiunti per sfruttarne le qualità. Attenzione però a chi assume farmaci anticoagulanti o altre terapie particolari: il succo di melograno può interferire, perciò in questi casi è bene sentire il medico prima di consumarne quantità elevate. Per tutti gli altri, un bicchiere in stagione è un piacere sano.

Come si conserva il melograno una volta aperto?

Il melograno intero si conserva anche tre o quattro settimane in un luogo fresco e asciutto o nella parte bassa del frigorifero. Una volta aperto e sgranato, i chicchi vanno tenuti in frigorifero in un contenitore chiuso e consumati entro quattro o cinque giorni. Per conservarli più a lungo si possono congelare: stesi su un vassoio, passati in freezer un paio d’ore e poi riposti in un sacchetto, restano separati e pronti all’uso per tutto l’inverno.

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