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Potatura Olivo: Quando, Come e Tecniche per Ulivi Sani e Produttivi

Pubblicato il 28 Marzo 2024

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Da GIULIANO CONFORTI

La potatura olivo serve a tenere l’albero basso, aperto e luminoso, così la pianta produce olive sane ogni anno invece di caricare un anno sì e uno no. Lo faccio da quando ero ragazzo, con la scala appoggiata al tronco e le forbici in mano, come mi ha insegnato mio padre sulle nostre colline a San Giorgio Albanese, in provincia di Cosenza. Qui, nella valle del Crati, coltiviamo cultivar Carolea su circa 25 ettari, e la potatura è uno dei lavori più importanti dell’anno.

Non è solo tagliare rami a caso. La potatura olivo è un dialogo con la pianta: capisci dove va la linfa, quali rami daranno frutto, quali rubano solo energia. Un ulivo potato bene respira, prende luce dentro la chioma e ti ripaga con olive che danno un olio extravergine pulito e profumato.

In questa guida ti spiego quando si fa la potatura dell’olivo, come si pota a vaso policonico, cos’è la potatura drastica e quando serve, e qualche consiglio per chi è alle prime armi. Te lo racconto da olivicoltore, non da manuale: ogni albero è diverso e va letto con calma.

Perché la potatura dell’olivo è così importante

Un ulivo lasciato a sé stesso diventa un cespuglione fitto e disordinato. I rami si accavallano, la luce non entra, l’umidità ristagna e arrivano i parassiti. La produzione si concentra solo in cima, dove il sole batte, e raccogliere diventa un incubo. La potatura olivo risolve tutto questo.

Potando, fai entrare luce e aria dentro la chioma. La luce serve perché l’oliva matura solo dove arriva il sole; l’aria asciuga la pianta e riduce le malattie come l’occhio di pavone. Inoltre, eliminando i rami inutili, concentri l’energia su quelli produttivi e contieni l’altezza, così la raccolta resta a portata di mano.

C’è anche il tema dell’alternanza. L’olivo tende a fare tanta produzione un anno e pochissima quello dopo. Una potatura equilibrata aiuta a smussare questo difetto e a ottenere raccolti più costanti negli anni. Per chi, come noi, fa olio extravergine di qualità, questo conta moltissimo.

Quando si fa la potatura dell’olivo: il periodo giusto

La potatura olivo si fa nel periodo di riposo vegetativo, quando la pianta rallenta. In linea di massima, da fine inverno a inizio primavera, indicativamente tra febbraio e aprile a seconda della zona e del clima. Si evita il pieno inverno con rischio di gelate forti, perché i tagli freschi soffrono il freddo intenso.

In Calabria, sulle nostre colline, di solito iniziamo dopo le ultime gelate e cerchiamo di finire prima della ripresa vegetativa e della fioritura. Potare troppo presto espone i tagli al gelo; potare troppo tardi, a fioritura avviata, fa perdere energia e fiori alla pianta. La regola che seguo è semplice: aspetta che il freddo più duro sia passato, ma muoviti prima che la pianta riparta.

Esiste anche una potatura verde, leggera, che si fa in estate per togliere i succhioni e i polloni, cioè i getti verticali che spuntano dal tronco e dalla base e che rubano linfa senza produrre. Ma la potatura vera e propria, quella di struttura, resta quella di fine inverno.

La forma a vaso policonico: lo schema di potatura olivo più usato

La forma di allevamento più diffusa per l’olivo da olio è il vaso policonico. Immagina un albero senza un’unica cima, ma con tre o quattro branche principali che partono dal tronco e si aprono verso l’esterno come le dita di una mano. Al centro la chioma resta vuota, così la luce piove dentro fino al cuore della pianta.

Questo schema di potatura olivo ha un vantaggio enorme: massimizza la superficie illuminata, mantiene l’albero contenuto in altezza e rende facile la raccolta. Ogni branca porta le sue ramificazioni produttive, che vanno alleggerite ma non spogliate. L’olivo produce sui rami dell’anno precedente, quindi non bisogna mai tagliare tutta la vegetazione giovane.

Quando poto a vaso policonico, lavoro per sottrazione: tolgo i rami che vanno verso l’interno, quelli che si incrociano, quelli verticali troppo vigorosi e i rami secchi o malati. Lascio i rami a frutto ben esposti, leggermente inclinati verso il basso, che sono i più generosi. È un equilibrio che si impara guardando come ha reagito la pianta l’anno prima.

Come si pota un olivo, passo dopo passo

Prima di tutto, osserva la pianta da lontano. Guarda la forma generale, dove è troppo fitta, dove è spoglia, quanto è alta. Poi avvicinati e parti dal basso e dall’interno. Ecco come procedo io.

Tolgo subito i polloni alla base e i succhioni verticali sul tronco e sulle branche: sono ladri di energia. Elimino i rami secchi, spezzati o malati, perché sono porte aperte alle malattie. Poi dirado l’interno della chioma, togliendo i rami che crescono verso il centro e quelli che si incrociano, per aprire la pianta alla luce.

Infine contengo l’altezza, abbassando le cime troppo alte su una ramificazione laterale ben posizionata. Uso attrezzi puliti e affilati — forbici, svettatoio, motosega per i tagli grossi — e disinfetto le lame passando da una pianta malata a una sana. I tagli grandi, sopra i 3-4 cm, conviene proteggerli con mastice cicatrizzante.

Potatura drastica dell’olivo: quando e come

La potatura drastica olivo è un intervento pesante, da fare solo su piante vecchie, abbandonate o danneggiate. Si tratta di una capitozzatura o di un forte abbassamento della chioma per ringiovanire l’albero. È utile quando un oliveto è stato trascurato per anni ed è diventato una giungla improduttiva.

Attenzione però: la potatura drastica è uno shock per la pianta. Per un paio d’anni l’olivo produrrà poco o nulla, perché impiegherà le energie a ricostruire la chioma. Va fatta gradualmente, meglio in più stagioni, e mai su tutte le piante insieme se vivi della produzione. L’olivo è generoso e perdona, ma chiede tempo per riprendersi.

Il mio consiglio da olivicoltore è di evitare l’eccesso. Una potatura regolare e leggera ogni anno è quasi sempre meglio di una potatura drastica ogni cinque anni. La pianta resta in equilibrio, produce con costanza e non subisce stress inutili. La drastica tienila come medicina d’urto, non come abitudine.

Consigli di potatura olivo per principianti

Se è la prima volta che prendi in mano le forbici, non avere paura ma vai piano. L’errore più comune del principiante è potare troppo, convinto che più si taglia più la pianta produce. È il contrario: un olivo troppo potato reagisce buttando una marea di succhioni verticali e perde un anno di produzione.

Parti da pochi tagli mirati: togli il secco, i polloni alla base e i rami evidentemente storti o incrociati. Osserva come reagisce la pianta nella stagione successiva e l’anno dopo correggi. La potatura olivo si impara con gli anni, guardando le piante e imparando dai propri errori. Nessun video sostituisce l’esperienza sul campo.

Un’altra cosa: non potare con il legno bagnato o sotto la pioggia, perché favorisci le infezioni. E ricordati che l’olivo produce sul ramo di un anno: se sfoltisci tutta la vegetazione giovane, resti senza olive. Meglio un albero un po’ folto e produttivo che uno spoglio e perfetto da vedere.

Potatura, raccolta e qualità dell’olio

C’è un filo diretto tra come poti e che olio ottieni. Una chioma aperta e luminosa fa maturare le olive in modo uniforme, e olive sane e mature danno un olio extravergine con bassa acidità e profumi netti. Sulle nostre Carolea, una buona potatura aiuta a portare in frantoio frutti puliti, che lavoriamo a freddo in giornata.

La potatura facilita anche la raccolta nell’epoca giusta, tra ottobre e novembre, quando l’oliva è invaiata ma non troppo matura. Un albero contenuto si raccoglie prima e meglio, e la rapidità conta: meno tempo passa tra raccolta e molitura, più l’olio è fresco e ricco di polifenoli. La cura dell’oliveto, insomma, finisce dritta nella bottiglia.

Ecco perché, da noi, la potatura non è un lavoro qualsiasi. È il primo gesto di una catena che arriva fino al tuo tavolo. Un oliveto curato è la premessa di un olio onesto.

Gli attrezzi giusti per la potatura dell’olivo

Per una buona potatura olivo servono attrezzi affilati, puliti e adatti al calibro del ramo. Per i rametti uso le forbici da potatura a una mano; per i rami fino a un paio di centimetri il troncarami a due mani, che dà più forza. Per i tagli più grossi entra in gioco lo svettatoio o la motosega da potatura, ma con prudenza.

La regola d’oro è la pulizia delle lame. Quando passo da una pianta malata a una sana, disinfetto le forbici, altrimenti rischio di portare in giro funghi e batteri. Lame affilate fanno tagli netti che cicatrizzano in fretta; lame consumate sfilacciano il legno e aprono la porta alle infezioni.

Non dimenticare la sicurezza: guanti, occhiali quando usi la motosega e una scala stabile. Potare in alto sull’olivo, con attrezzi taglienti, non è un gioco. Lavora con calma, un ramo alla volta, e fermati quando sei stanco: gli incidenti capitano quando si ha fretta.

Errori da evitare nella potatura olivo

Il primo errore, l’ho già detto, è potare troppo. Un olivo capitozzato senza criterio reagisce con una selva di succhioni verticali improduttivi e impiega anni a riprendersi. Il secondo errore è togliere tutta la vegetazione bassa lasciando solo la cima: così porti la produzione in alto e ti complichi la raccolta.

Altri sbagli comuni sono potare nel periodo sbagliato, con il rischio gelate o a fioritura avviata, e lasciare monconi lunghi che non cicatrizzano. Il taglio va fatto vicino al ramo principale, netto e leggermente inclinato per far scolare l’acqua. Anche dimenticare di togliere il secco è un errore: il legno morto è il primo focolaio di malattie.

Infine, non copiare lo stesso schema su ogni pianta. Ogni olivo ha la sua storia, la sua età, la sua esposizione. La potatura olivo è artigianato, non catena di montaggio: osserva, decidi e taglia il giusto, mai un ramo in più del necessario.

Domande frequenti sulla potatura olivo

Quando si fa la potatura dell’olivo?

La potatura olivo si fa nel periodo di riposo vegetativo, da fine inverno a inizio primavera, indicativamente tra febbraio e aprile secondo la zona. Si evitano i periodi di gelate forti e si cerca di finire prima della ripresa vegetativa e della fioritura. In estate si può fare una potatura verde leggera per togliere succhioni e polloni.

Ogni quanto si pota l’olivo?

L’ideale è una potatura regolare e leggera ogni anno, che mantiene la pianta in equilibrio e produttiva. Una potatura annuale o al massimo ogni due anni è preferibile a interventi drastici e radi, che stressano l’albero e fanno perdere produzione. La costanza premia più dell’intensità.

Cos’è la forma a vaso policonico?

Il vaso policonico è la forma di allevamento più usata per l’olivo da olio: tre o quattro branche principali aperte verso l’esterno e un centro vuoto, così la luce entra fino al cuore della chioma. Questo schema di potatura olivo massimizza l’illuminazione, contiene l’altezza e facilita la raccolta.

Cos’è la potatura drastica dell’olivo e quando farla?

La potatura drastica olivo è un intervento pesante di capitozzatura o forte abbassamento, riservato a piante vecchie, abbandonate o danneggiate da ringiovanire. È uno shock: per un paio d’anni la pianta produce poco. Va fatta gradualmente, meglio in più stagioni, e non come abitudine annuale.

Quali rami vanno tagliati per primi?

Si parte dai polloni alla base, dai succhioni verticali sul tronco e dai rami secchi, spezzati o malati. Poi si dirada l’interno togliendo i rami che crescono verso il centro e quelli che si incrociano, infine si contiene l’altezza abbassando le cime su ramificazioni laterali. Si lasciano i rami a frutto ben esposti.

La potatura influisce sulla qualità dell’olio?

Sì. Una chioma aperta e luminosa fa maturare le olive in modo uniforme, e olive sane danno un olio extravergine a bassa acidità e dai profumi netti. La potatura facilita anche la raccolta nell’epoca giusta, tra ottobre e novembre, e una raccolta tempestiva significa olio più fresco e ricco di polifenoli.

Si può potare l’olivo da soli senza esperienza?

Sì, ma con prudenza. Il principiante tende a potare troppo, e un olivo troppo potato reagisce con succhioni e perde produzione. Meglio pochi tagli mirati — secco, polloni, rami incrociati — e osservare come reagisce la pianta. La potatura olivo si impara con gli anni guardando le piante.

Il nostro impegno

Da Tenute Conforti coltiviamo cultivar Carolea su circa 25 ettari di colline tra i 250 e i 400 metri a San Giorgio Albanese (CS), nella valle del Crati. La potatura, la raccolta tra ottobre e novembre e la molitura a freddo in giornata sono i gesti che portano l’oliveto nella bottiglia. Scopri il nostro olio extravergine: Olio in bottiglia, Olio in latta, Olio Bag in Box e Olio EVO 5L, oltre a Conserve & Sottoli e Salumi calabresi.

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