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Degustazione Olio EVO: Guida Pratica all’Analisi Sensoriale

Pubblicato il 10 Maggio 2023

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Da admin

La degustazione olio EVO è l’analisi sensoriale ufficiale che valuta un olio extravergine di oliva attraverso tre fasi – visiva, olfattiva, gustativa – usando un bicchierino blu di vetro temperato e un panel di 8-12 assaggiatori addestrati secondo il Regolamento UE 2568/91. È il metodo riconosciuto a livello europeo per certificare la categoria extravergine: senza il panel test positivo, un olio non puo` essere chiamato EVO.

Io qui in frantoio a San Giorgio Albanese, sulle colline della valle del Crati, ho imparato la degustazione olio con mio nonno e mio padre. Prima ancora che esistesse il bicchierino blu normato dal COI – il Consiglio Oleicolo Internazionale – noi avevamo gia` il nostro metodo: un cucchiaio di legno, l’olio appena uscito dalla gramola, e il silenzio della cantina di mattina presto. Adesso che facciamo le analisi panel con i laboratori accreditati per la nostra cultivar Carolea, quel rito antico l’abbiamo solo formalizzato.

In questa guida ti spiego, in modo concreto e senza giri di parole, come funziona davvero una degustazione olio professionale, cosa sono fruttato amaro e piccante, quali sono i difetti che fanno scartare un olio, e come fare una mini degustazione olio anche a casa con un bicchierino qualsiasi. Ti racconto anche cosa cerco io quando assaggio il nostro Carolea, e perche` un olio EVO non e` mai del tutto dolce.

Cosa e` la degustazione olio e perche` conta

La degustazione olio – chiamata anche analisi sensoriale o panel test – e` la valutazione di un olio extravergine di oliva fatta dagli organi di senso umani: vista, olfatto, gusto. Non e` un giudizio personale “mi piace / non mi piace”: e` una misura ripetibile, codificata da un metodo ufficiale, che permette di stabilire se un olio appartiene alla categoria EVO, vergine o lampante.

Da quando il Regolamento CEE 2568/91 (ancora oggi in vigore con i suoi aggiornamenti) ha reso il panel test obbligatorio per la classificazione legale degli oli di oliva, la degustazione olio non e` piu` un esercizio da hobbisti: e` la prima difesa del consumatore. Nessuna analisi chimica di acidita` libera o di perossidi – per quanto utile – riesce a smascherare un olio difettato come fa un naso allenato.

Per noi produttori la degustazione olio e` il primo strumento di controllo qualita`. Dopo la raccolta delle olive Carolea, dopo la frangitura nel nostro frantoio aziendale, dopo la gramolatura sotto azoto in cisterne AISI 304: prima ancora di mandare i campioni al laboratorio, il primo assaggio lo facciamo io e mio fratello. E se sentiamo un sentore di morchia o di riscaldo, sappiamo subito che qualcosa nel processo va sistemato.

Il bicchierino blu e l’attrezzatura del panel

Chi entra per la prima volta in una sala panel rimane colpito dai bicchierini: piccoli, di vetro temperato, color blu cobalto. Non e` un vezzo estetico. Il vetro blu serve a nascondere il colore dell’olio, perche` la vista non deve influenzare il giudizio.

Un olio giallo paglierino non e` automaticamente peggiore di uno verde smeraldo. Il colore dipende dal momento di raccolta, dalla cultivar, dalla pulizia del frangitore: e` un parametro estetico, non qualitativo. Per questo l’analisi sensoriale ufficiale e` cieca al colore. Il bicchierino blu deve essere coperto con un vetrino orologio, che trattiene gli aromi e permette di sollevarlo solo al momento dell’olfazione.

Le condizioni della sala sono altrettanto codificate: temperatura 28 °C +/- 2 °C, luce neutra, postazioni separate da paratie per evitare scambi di occhiate o smorfie. Si versano 15 millilitri di olio in ogni bicchiere. Si scalda il bicchierino tra le mani fino a portarlo a temperatura ambiente, mai sopra. Solo allora si comincia a girare l’olio per liberare gli aromi.

Le tre fasi della degustazione olio: visiva, olfattiva, gustativa

La degustazione olio ufficiale segue una sequenza precisa di tre momenti, ciascuno con un suo tempo e un suo gesto. Saltare uno step significa perdere informazioni.

Fase visiva (informativa, non valutativa)

Nel panel test ufficiale la fase visiva non rientra nel punteggio: il bicchierino e` blu apposta. Ma quando un consumatore versa l’olio nel piatto a casa, vede comunque il colore. Un olio EVO appena franto puo` essere verde intenso, opaco, denso. Un olio piu` stagionato vira al giallo paglierino. Un olio rancido invece tende al giallo sporco con riflessi rosati: gia` la vista da` un allarme.

Fase olfattiva

Si scopre il bicchierino, si avvicina al naso, si fanno due o tre inspirazioni brevi – non lunghe e profonde, ti satureresti i recettori. Si annotano gli attributi: fruttato verde (erba tagliata, foglia di pomodoro, carciofo, mandorla), fruttato maturo (frutta matura, mela rossa, banana). Si cercano subito anche i sentori negativi: rancido (frutta secca vecchia), riscaldo (olive scaldate prima della molitura), morchia, muffa, avvinato.

Fase gustativa

Si prende un piccolo sorso, 3-5 millilitri, lo si tiene tra lingua e palato, poi si fa “strippaggio”: si inspira aria a labbra socchiuse per nebulizzare l’olio sul retrobocca. La temperatura corporea libera i composti volatili. Si valutano amaro (in fondo alla lingua) e piccante (in gola). Si sputa l’olio nel contenitore apposito, si attende qualche secondo, si annotano le sensazioni residue.

Gli attributi positivi dell’olio EVO: fruttato, amaro, piccante

Un olio extravergine di oliva di qualita` deve avere tre attributi positivi obbligatori, codificati dal Reg. UE 2568/91 (Allegato XII) e dalle norme COI: fruttato, amaro e piccante. La loro intensita` cambia con la cultivar, il momento di raccolta, il territorio – ma devono esserci.

Fruttato

E` la percezione olfattiva tipica dell’oliva sana, raccolta al giusto grado di maturazione. Puo` essere “verde” (erba, foglia, mandorla, carciofo) se le olive sono raccolte presto, oppure “maturo” (frutta matura, mela) se la raccolta e` piu` tardiva. Nel nostro Carolea, raccolto in ottobre-novembre quando il frutto e` invaiato per circa il 40%, il fruttato e` di intensita` media con note di erba fresca, foglia di pomodoro e mandorla dolce.

Amaro

Si percepisce in fondo alla lingua, sui calici gustativi del retropalato. E` un attributo positivo perche` indica polifenoli, in particolare oleocantale e oleaceina: i composti antiossidanti che proteggono l’olio dall’ossidazione e che secondo gli studi EFSA (Reg. UE 432/2012) contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dal danno ossidativo. Un olio dolcissimo, senza alcun amaro, e` spesso un olio povero di polifenoli, quindi anche meno conservabile.

Piccante

E` la sensazione di pizzicore che si sente in gola, anche dopo aver sputato l’olio. Spesso fa tossire: e` un buon segno. Anche il piccante e` indicatore di polifenoli, e accompagna sempre l’amaro nei monovarietali ricchi – Coratina pugliese, Moraiolo umbro, e in misura piu` equilibrata anche il nostro Carolea calabrese.

I difetti dell’olio: rancido, riscaldo, muffa, morchia, avvinato

Quando un olio EVO ha un difetto sensoriale percepito sopra una certa soglia, perde la categoria di extravergine. Diventa “vergine” (difetto medio-leggero) o “lampante” (difetto marcato), non commerciabile per consumo umano diretto e destinato alla raffineria. Ecco i difetti che cerchiamo subito durante la degustazione olio.

Rancido

E` il difetto piu` comune e il piu` insidioso, perche` evolve nel tempo: ossidazione dei grassi causata da esposizione a luce, calore, ossigeno. Profumo di noci vecchie, di cera, di olio gia` mangiato. E` il motivo per cui noi stocchiamo il nostro olio EVO Carolea sotto azoto in cisterne inox AISI 304 al buio, e perche` la bottiglia di vetro scuro UVAG (anti UV) o la latta opaca proteggono molto meglio della plastica trasparente.

Riscaldo o avvinato

Sentore di fermentazione, di vino, di aceto. Indica che le olive sono state lasciate troppo a lungo in cumuli o cassette prima della molitura, e hanno iniziato a fermentare. Un olivicoltore serio mola entro 12-24 ore dalla raccolta. Da noi le olive Carolea arrivano nel frantoio aziendale lo stesso giorno della raccolta, in cassette traforate, mai in sacchi.

Muffa-umidita`

Sentore di terra, di cantina umida, di funghi vecchi. Olive raccolte da terra o stoccate in ambiente umido si coprono di muffe che lasciano in bocca un retrogusto sgradevole.

Morchia

Profumo di fango, di sedimento, di olio rimasto a contatto con i residui di gramolatura. Indica decantazione e travasi mal fatti, contatto prolungato con i fondi.

Metallico

Sentore di latta, di lamiera. Tipico di oli stoccati in contenitori non adatti, in ferro non zincato o lega di scarsa qualita`. Nei frantoi moderni si usa solo acciaio inox AISI 304 alimentare.

Il panel test ufficiale e il regolamento UE

Il panel test ufficiale per la degustazione olio segue il Regolamento di esecuzione UE 2022/2105 (che ha aggiornato il vecchio 2568/91). Un panel ufficiale e` composto da 8-12 assaggiatori addestrati e da un capo panel responsabile della sessione. Tutti i membri del panel sono riconosciuti da un albo regionale tenuto dalle Regioni o dal Ministero dell’Agricoltura: per entrare nell’albo serve un corso di formazione, un esame di idoneita`, e prove di calibrazione periodiche.

Durante la sessione di degustazione olio ufficiale, ogni assaggiatore valuta in cieco i campioni: scheda di profilo, intensita` di fruttato amaro piccante su scala 0-10, eventuali difetti annotati con la loro intensita`. Il capo panel poi elabora la mediana statistica delle valutazioni: se il difetto principale ha mediana 0 e il fruttato e` percepibile (mediana > 0), l’olio puo` essere classificato come EVO. Se il difetto e` tra 0 e 3,5 e il fruttato e` ancora presente, l’olio diventa “vergine”. Sopra 3,5 il prodotto e` “lampante”.

I laboratori accreditati per il panel test in Calabria li trovi presso il CRA-OLI di Rende, presso ARSAC e in qualche laboratorio privato. Noi per il nostro Carolea facciamo analisi panel ogni anno su un campione rappresentativo della molitura, oltre alle classiche analisi chimiche di acidita` libera, perossidi, K232 e K268, spettrofotometriche.

Come fare una degustazione olio a casa

Non serve essere un assaggiatore professionale per fare una degustazione olio a casa. Non avrai il bicchierino blu temperato a 28 °C, ma puoi comunque imparare a riconoscere un olio EVO vero da uno difettato. Ti spiego come.

Cosa ti serve

Un bicchierino di vetro, possibilmente piccolo e a stelo se ne hai (calice da spirits o un bicchierino da liquore), un piattino piccolo per coprirlo, un cucchiaino, un bicchiere d’acqua, una fetta di mela e qualche pezzo di pane casereccio per ripulire il palato tra un assaggio e l’altro. Se vuoi degustare al buio, una benda. Versa 15-20 millilitri di olio per assaggio, mai di piu`.

La sequenza

Scalda il bicchierino tra le mani per un minuto, copri con il piattino, agita leggermente in senso circolare. Solleva il piattino, annusa: erba, foglia, mandorla, pomodoro = bene. Noce vecchia, vino, terra, latta = difetto. Poi prendi un piccolo sorso, fallo girare in bocca, inspira aria a labbra socchiuse (e` lo strippaggio: rumoroso e antiestetico, ma funziona). Senti l’amaro in fondo alla lingua, il piccante in gola. Sputa o ingoia, e annota.

Il test del confronto

Il modo migliore per imparare la degustazione olio e` confrontare. Compra tre oli: un EVO di filiera corta certificato (per esempio il nostro Carolea), un EVO commerciale di catena, un olio “deodorato” da supermercato. Assaggia in cieco, annota fruttato amaro piccante. La differenza ti sorprendera`.

Il profilo organolettico del nostro Carolea calabrese

Per chiudere il cerchio della degustazione olio, ti racconto cosa cerco io quando assaggio il nostro EVO da cultivar Carolea, prodotto qui sulle colline di San Giorgio Albanese (CS) a 250-400 metri di altitudine. E` la cultivar storica della Calabria centro-settentrionale, quella che mio nonno trovo` gia` impiantata quando rilevo` i primi ettari nel dopoguerra.

Fruttato: medio-leggero verde, con note di erba appena tagliata, foglia di pomodoro, mandorla dolce, un accenno di carciofo. Amaro: percepibile ma non aggressivo, intensita` 3-4 su scala 0-10. Piccante: vivace, persistente in gola, intensita` 4-5. Polifenoli totali su materia secca: > 250 mg/kg (analisi anno corrente del laboratorio accreditato). Acido oleico: 70-75%, tipico della Carolea ben gestita. Acidita` libera: < 0,3 g/100g (limite EVO 0,8).

Il nostro Carolea e` un olio da pasto quotidiano: equilibrato, non aggressivo come una Coratina pura, ma con carattere sufficiente per accompagnare bruschette, zuppe di legumi, soffritti per la pasta con la ‘nduja, insalate di arance Tarocco e cipolla di Tropea IGP. Sui dolci da forno – per esempio i nostri turdilli natalizi – dona morbidezza e profumo erbaceo senza coprire.

Errori da evitare nella degustazione olio

Ho visto fare di tutto, alle fiere e ai corsi: assaggi con il pane, con la mozzarella, con il pomodoro fresco. Tutto questo va bene per la cucina, ma rovina l’analisi sensoriale. Per fare una degustazione olio seria devi evitare cinque errori comuni.

Primo: niente pane. Il pane assorbe l’olio e maschera amaro e piccante. Si usa solo per ripulire il palato tra un campione e l’altro, non per assaggiare. Secondo: niente olio freddo da frigo. Il freddo blocca i composti volatili. Tieni l’olio a temperatura ambiente, scalda il bicchierino tra le mani. Terzo: niente caffe` o sigaretta nella mezz’ora prima della degustazione olio. Saturano i recettori. Quarto: niente profumi forti addosso. Quinto: non assaggiare piu` di 6-8 oli per sessione. La fatica sensoriale e` reale, dopo il quinto campione la mediana delle valutazioni perde affidabilita`.

Perche` la degustazione olio e` la prima difesa del consumatore

Saper fare una degustazione olio anche basilare significa smettere di affidarsi solo all’etichetta e al prezzo. Un olio EVO onesto di filiera corta italiana, oggi (2026), costa fra 15 e 25 euro al litro se compri direttamente dal produttore o in un negozio specializzato. Sotto i 7-8 euro al litro, dietro la dicitura “extravergine di oliva” si nasconde quasi sempre una miscela di oli provenienti da diversi paesi UE e extra-UE, lavorata in centrali industriali, talvolta classificata EVO solo grazie a deodorazione parziale o blend correttivi.

Quando assaggi un olio EVO vero senti subito il fruttato, l’amaro che gratta in fondo alla lingua, il piccante che pizzica la gola. Sono i polifenoli che parlano. Quando invece l’olio scivola dolce, piatto, senza pizzicore – e` un campanello d’allarme. La degustazione olio, anche nella sua versione casalinga, e` la difesa piu` efficace che hai.

Domande frequenti sulla degustazione olio

Cosa significa fare la degustazione olio?

Fare la degustazione olio significa valutare un olio extravergine di oliva attraverso i sensi – vista, olfatto, gusto – per stabilire se rispetta i parametri di categoria EVO. La degustazione olio ufficiale e` regolata dal Reg. UE 2568/91 e successive modifiche, prevede un panel di 8-12 assaggiatori addestrati, un capo panel e l’uso di bicchierini blu di vetro temperato per nascondere il colore. Vengono valutati i tre attributi positivi (fruttato, amaro, piccante) e si annota la presenza di eventuali difetti (rancido, riscaldo, muffa, morchia, avvinato).

Quanti assaggiatori servono per un panel test ufficiale?

Un panel test ufficiale per la degustazione olio richiede un minimo di 8 e idealmente fino a 12 assaggiatori addestrati, piu` un capo panel responsabile della sessione. Tutti i membri devono essere iscritti all’albo regionale degli assaggiatori e devono superare prove di calibrazione periodiche per mantenere l’iscrizione. Il giudizio finale e` la mediana delle valutazioni, non la media: questo riduce l’effetto di un singolo assaggiatore che esagera in un senso o nell’altro.

Perche` il bicchierino della degustazione olio e` blu?

Il bicchierino della degustazione olio professionale e` blu cobalto per nascondere completamente il colore dell’olio. La vista, in una analisi sensoriale rigorosa, non deve influenzare il giudizio: un olio giallo paglierino non e` necessariamente peggiore di uno verde smeraldo. Il colore dipende da cultivar, momento di raccolta, pulizia delle olive e filtrazione – non da qualita` organolettica. Il bicchierino blu (codificato dalla norma COI/T.20/Doc. 5) e` accompagnato da un vetrino orologio che lo copre per trattenere gli aromi.

Quanto olio si versa nel bicchierino per la degustazione olio?

Per una degustazione olio ufficiale si versano esattamente 15 millilitri di olio nel bicchierino blu. La temperatura della sala panel deve essere mantenuta a 28 °C +/- 2 °C, e il bicchierino viene riscaldato tra le mani fino a temperatura ambiente prima dell’olfazione, mai sopra: il calore eccessivo brucia i composti volatili e altera il profilo aromatico. A casa puoi usare 15-20 millilitri in un bicchierino piccolo.

L’olio EVO deve essere amaro e piccante?

Si`, un olio EVO di qualita` deve avere amaro e piccante percepibili – sono due dei tre attributi positivi codificati dal Reg. UE 2568/91, insieme al fruttato. Amaro e piccante non sono difetti: sono il segno della presenza di polifenoli (oleocantale, oleaceina), i composti antiossidanti che proteggono l’olio dall’ossidazione e che secondo gli studi EFSA (Reg. UE 432/2012) contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dal danno ossidativo. Un olio dolcissimo, senza amaro ne` piccante, e` spesso un olio povero di polifenoli e meno conservabile.

Si puo` fare una degustazione olio a casa?

Si`, una degustazione olio a casa e` perfettamente possibile e molto formativa, anche se non ha valore legale. Ti basta un bicchierino di vetro piccolo, un piattino per coprirlo, 15-20 millilitri di olio, un bicchiere d’acqua e una fetta di mela per ripulire il palato. Scalda il bicchierino tra le mani per un minuto, annusa cercando fruttato verde o maturo, prendi un piccolo sorso, fai strippaggio (inspiri aria a labbra socchiuse), valuta amaro e piccante. Il modo migliore per imparare e` il confronto in cieco tra tre oli diversi: un EVO di filiera corta, un EVO di catena e un olio “dolce” da supermercato.

Quanto dura un olio EVO dopo l’apertura?

Un olio EVO buono, conservato bene, mantiene il suo profilo organolettico per 4-6 mesi dopo l’apertura. La data di scadenza in etichetta (in genere 18-24 mesi dall’imbottigliamento) si riferisce al prodotto sigillato; una volta aperto il contatto con l’aria innesca l’ossidazione. Conserva la bottiglia in luogo fresco (sotto i 20 °C), buio, lontano da fonti di calore (no vicino ai fornelli), tappata bene. Per quantita` superiori al litro, la latta opaca o il Bag-in-Box (sacca multistrato in cartone) proteggono meglio della bottiglia, perche` mano a mano che svuoti la sacca si comprime ed esclude l’aria.

Perche` scegliere il nostro olio EVO Carolea

Noi delle Tenute Conforti, qui a San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza, lavoriamo 25 ettari di uliveti collinari coltivati prevalentemente a cultivar Carolea. Frantoio aziendale a due passi dagli ulivi, raccolta meccanizzata leggera, molitura entro 24 ore, gramolatura sotto azoto in cisterne AISI 304, imbottigliamento al buio. Se vuoi assaggiare e fare la tua degustazione olio, scegli tra il nostro olio in bottiglia 0,5 L e 0,75 L, la latta da 3 L e 5 L, il Bag-in-Box 5 L o l’olio EVO 5L in pedana per i grandi consumatori. Spedizione gratuita sopra 39,90 euro, isole comprese. Quando chiami rispondiamo io o mio fratello: mai un call center.

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