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Clementine: proprietà, benefici, stagione e come sceglierle

Pubblicato il 4 Settembre 2024

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Da GIULIANO CONFORTI

Le clementine sono un ibrido tra mandarino e arancio amaro, senza semi, con buccia sottile che si stacca in un gesto solo. In Calabria maturano da fine ottobre a gennaio nella piana di Sibari e nella piana di Gioia Tauro, portano circa 45-50 kcal per 100 grammi e una quota importante di vitamina C. Sono l’agrume più semplice da mangiare e, non a caso, il primo che si dà ai bambini.

A casa mia le clementine hanno sempre segnato l’inizio dell’inverno. Quando mio padre tornava dai campi con la prima cassetta, verso la fine di ottobre, sapevamo che la stagione era girata. Le mangiavamo davanti al camino, e la buccia finiva sulla brace: quel profumo di scorza bruciata è uno dei ricordi più netti che ho.

Coltiviamo e selezioniamo agrumi a San Giorgio Albanese, in provincia di Cosenza, a due passi dalla piana di Sibari. È una zona irrigua, protetta dal Pollino a nord e aperta allo Ionio a est, con escursioni termiche che tra novembre e dicembre superano i quindici gradi tra giorno e notte. È esattamente quello che serve alle clementine per accumulare zuccheri senza perdere acidità.

In questa guida trovate tutto quello che serve sapere: che cosa sono davvero le clementine e in che cosa differiscono dai mandarini, quali proprietà nutrizionali hanno, quali benefici sono documentati e quali invece sono leggende, come riconoscere quelle buone al banco, come conservarle e come usarle in cucina oltre al solito fine pasto.

Che cosa sono le clementine e da dove arrivano

Le clementine non esistono in natura. Sono un ibrido, ottenuto incrociando il mandarino con l’arancio amaro, e la loro storia comincia poco più di un secolo fa in un orfanotrofio agricolo in Algeria, dove furono selezionate da un religioso francese, padre Clément, da cui il nome.

Botanicamente rientrano nel grande gruppo del Citrus clementina. La caratteristica che le ha rese popolari in tutto il mondo è l’apirenia: le clementine, a differenza dei mandarini, sono normalmente prive di semi. Questo succede perché sono autoincompatibili, cioè il polline del fiore non feconda l’ovario dello stesso albero. È anche il motivo per cui negli impianti si evita di mescolare varietà diverse: se arriva polline estraneo, magari trasportato dalle api da un agrumeto vicino, nascono i semi.

In Italia le clementine si coltivano soprattutto in Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia. La Calabria da sola copre una fetta molto rilevante della produzione nazionale, concentrata nelle due grandi pianure costiere. Le varietà più diffuse sono le precoci come la Spinoso e la Comune, seguite dalle medie e dalle tardive come la Hernandina, che regge sull’albero fino a gennaio.

Una nota che non tutti conoscono: le clementine non maturano dopo la raccolta. Gli agrumi non sono frutti climaterici, quindi il momento in cui si staccano dall’albero è il momento in cui saranno mangiate. Una clementina raccolta acerba resterà acerba per sempre.

Clementine, mandarini e mandaranci: come distinguerli

Al banco si fa confusione, e spesso è confusione voluta. Il mandarino vero, Citrus reticulata, ha molti semi, buccia più sottile e aderente e un aroma intenso, quasi balsamico, con una punta acidula che resta in bocca.

Le clementine hanno la buccia liscia, di un arancione più acceso, si sbucciano senza sporcarsi le mani e sono più dolci. La polpa è compatta e gli spicchi si separano puliti.

Il mandarancio è un altro ibrido ancora, tra mandarino e arancio dolce: più grande, più acidulo, con buccia spessa. Ci sono poi le clementine tardive e i tangerini, che complicano ulteriormente il quadro.

Il test pratico che uso io è tattile. Prendo il frutto in mano: se pesa più di quanto sembri e la buccia cede appena sotto la pressione senza staccarsi del tutto dalla polpa, siamo davanti a clementine mature al punto giusto. Se la buccia è gonfia e staccata, il frutto è vecchio o è stato tenuto troppo in cella. Se è dura e attaccata come una seconda pelle, è stato raccolto presto.

Proprietà nutrizionali delle clementine

Le clementine sono composte per oltre l’85 per cento di acqua. L’apporto calorico si aggira intorno alle 45-50 kcal per 100 grammi, come riportato nelle tabelle di composizione degli alimenti del CREA. Un frutto medio pesa 70-80 grammi sbucciato, quindi siamo su circa 35 kcal a clementina.

Il nutriente più noto è la vitamina C, presente in quantità significativa: una porzione di due o tre clementine copre buona parte del fabbisogno giornaliero di un adulto. La vitamina C è termolabile e sensibile alla luce, quindi si degrada nel succo lasciato all’aria: se le spremete, bevete subito.

Ci sono poi i carotenoidi, che danno il colore alla polpa e sono precursori della vitamina A, i flavonoidi come l’esperidina, concentrati soprattutto nell’albedo — la parte bianca sotto la buccia — e il potassio.

La fibra merita una menzione speciale. Sta nelle membrane che separano gli spicchi e in quella pellicina bianca che molti tolgono con cura. È un errore: quella parte rallenta l’assorbimento degli zuccheri e ha un effetto reale sulla sazietà. Mangiare le clementine intere e non spremerle è il consiglio nutrizionale più semplice e più ignorato che conosca.

I benefici delle clementine, senza esagerare

Qui bisogna essere onesti. Le clementine non curano il raffreddore e non bruciano i grassi. Quello che fanno, e non è poco, è fornire acqua, fibra, vitamina C e composti antiossidanti in un formato che si mangia volentieri e senza preparazione.

La vitamina C contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e alla formazione del collagene: sono funzioni riconosciute, non promesse miracolose. Il potassio partecipa alla regolazione della pressione. L’acqua e la fibra aiutano la regolarità intestinale.

C’è un aspetto pratico che vale più di tante proprietà: le clementine sono lo spuntino che sostituisce meglio la merenda industriale. Trentacinque calorie, niente zuccheri aggiunti, niente confezione, e i bambini le mangiano da soli perché riescono a sbucciarle.

Un limite da dichiarare: chi soffre di reflusso gastroesofageo spesso tollera male gli agrumi a stomaco vuoto, per via dell’acidità. In quel caso conviene mangiarle a fine pasto e non a digiuno. E chi assume determinati farmaci dovrebbe parlarne con il medico, perché alcuni agrumi interagiscono con il metabolismo epatico di certi principi attivi.

Le clementine di Calabria e la piana di Sibari

La Clementina di Calabria ha ottenuto il riconoscimento IGP, un marchio europeo che lega il prodotto a un’area geografica delimitata e a un disciplinare di produzione. Non è un bollino di eccellenza automatica, ma è una garanzia di provenienza verificabile.

Quello che rende diverse le clementine calabresi è la combinazione tra terreni alluvionali profondi, acqua di irrigazione abbondante e un inverno mite ma non tiepido. Le notti fresche di novembre e dicembre bloccano la degradazione degli acidi e permettono al frutto di restare vivo, non piatto.

Nella piana di Sibari gli agrumeti convivono con i pescheti e con i kiwi, e la raccolta è ancora quasi tutta manuale. Una clementina si stacca con le forbici, lasciando un pezzetto di peduncolo: strapparla a mano apre una ferita sulla buccia da cui entrano le muffe. È un dettaglio da niente che decide se il frutto arriverà integro a casa vostra.

Trovate le nostre clementine e gli altri agrumi nelle categorie agrumi Conforti e agrumi e ortofrutta, insieme al resto dell’ortofrutta di stagione.

Quando comprarle e come sceglierle

La stagione delle clementine si apre a fine ottobre e si chiude a gennaio. Novembre e dicembre sono i mesi migliori. Comprarle a settembre o a marzo significa quasi sempre prendere frutta di cella o d’importazione.

Al momento dell’acquisto guardate tre cose. Il peso: le clementine buone sono pesanti per il loro volume, segno che sono piene di succo. La buccia: deve essere tesa, lucida, senza zone molli. Il picciolo, se c’è: verde e attaccato significa raccolta recente.

Diffidate del colore troppo uniforme. Le clementine calabresi raccolte presto possono avere leggere sfumature verdi vicino al peduncolo, ed è normale: il colore dipende dalle temperature notturne, non dalla maturazione degli zuccheri. Un frutto perfettamente arancione ovunque, a fine ottobre, ha spesso subito un trattamento di degreening in cella con etilene.

Sulla conservazione: cinque-sei giorni a temperatura ambiente, fino a due settimane in frigorifero nel cassetto della frutta, ma sempre fuori dai sacchetti di plastica e disposte in un solo strato. Una clementina che ammuffisce contamina le vicine nel giro di poche ore.

Le clementine in cucina, oltre al fine pasto

La cosa che mi dispiace di più è vedere buttare la buccia. Se le clementine sono di provenienza sicura e non trattate, la scorza grattugiata profuma un impasto come nient’altro. Nei dolci di casa nostra si usa insieme alla ricotta.

Un’insalata invernale che facciamo spesso: finocchi tagliati sottilissimi, spicchi di clementine pelati a vivo, olive nere, un pizzico di sale e un filo abbondante del nostro extravergine Carolea a crudo. L’amaro del finocchio e l’amaro dell’olio si incontrano, e la dolcezza dell’agrume tiene tutto insieme.

Il succo delle clementine è ottimo per marinare il pesce azzurro, meno aggressivo del limone. Funziona bene anche in una riduzione da accompagnare alla carne di maiale, dove la parte grassa chiede acidità.

Per i dolci: sciroppate, candite o semplicemente ridotte in confettura con poco zucchero. Se avete un eccesso di frutta, la confettura di clementine con un cucchiaio di succo di limone come correttore di acidità è il modo più sensato di non sprecare niente. Un abbinamento che consiglio sempre è con i formaggi stagionati e un cucchiaino di miele di agrumi.

Che cosa succede nell’agrumeto prima che arrivino a tavola

Un albero di clementine impiega quattro o cinque anni prima di dare una produzione seria e ne può fare cinquanta se curato. La fioritura è a primavera, tra aprile e maggio, e i fiori di zagara sono la stessa materia prima da cui le api ricavano il miele di agrumi.

Da lì in poi il lavoro è tutto di gestione. L’acqua va data con regolarità: uno stress idrico in estate fa cadere i frutticini e riduce la pezzatura, mentre un eccesso in autunno gonfia la buccia e diluisce gli zuccheri. L’azoto va dosato con attenzione, perché una concimazione troppo generosa produce vegetazione lussureggiante e attira parassiti.

I nemici principali delle clementine sono tre. La cocciniglia cotonosa, che si annida all’ascella delle foglie e produce melata su cui si sviluppa la fumaggine nera. Il ragnetto rosso, che decolora le foglie nelle estati calde e secche. E la mosca della frutta, che punge il frutto in maturazione. Si combattono con equilibrio: predatori naturali, olio bianco, trappole, e mai il calendario fisso dei trattamenti.

La potatura si fa a fine inverno e serve a far entrare la luce dentro la chioma. Un albero troppo fitto produce clementine piccole e poco colorate all’interno. Sono lavorazioni che non si vedono nel frutto finito, ma che ne decidono la qualità mesi prima.

Raccolta, imballo e spedizione delle clementine

Le clementine si raccolgono nelle ore centrali della giornata, quando la rugiada è asciutta: un frutto bagnato che finisce in cassetta è un frutto che ammuffisce. Le forbici si usano sempre, e il peduncolo si taglia raso per non bucare i frutti vicini durante il trasporto.

Nell’imballo la regola è non ammucchiare. Noi spediamo l’ortofrutta fresca in cassette con strati singoli o doppi, mai alla rinfusa, e cerchiamo di far partire la merce a inizio settimana per evitare che resti ferma in un magazzino nel fine settimana.

Sulla spedizione sono trasparente su un limite: la frutta fresca è la categoria più delicata di tutto il catalogo, e per quanto si imballi bene una piccola percentuale di calo è fisiologica. Per questo consiglio di aprire il cartone subito all’arrivo e di togliere eventuali frutti segnati, così gli altri durano. Spediamo in tutta Italia, isole comprese, con spedizione gratuita sopra i 39,90 euro.

Domande frequenti sulle clementine

Qual è la differenza tra clementine e mandarini?

Il mandarino è una specie a sé, il Citrus reticulata, mentre le clementine sono un ibrido tra mandarino e arancio amaro. Le differenze pratiche si vedono subito: il mandarino ha molti semi, buccia più aderente e un sapore più aromatico e leggermente acidulo, le clementine sono quasi sempre apirene, cioè senza semi, hanno buccia sottile che si stacca in un gesto solo e un gusto più dolce e diretto. Anche la stagione cambia: le clementine arrivano prima, da fine ottobre, mentre i mandarini veri si concentrano tra dicembre e gennaio. Per i bambini le clementine restano la scelta più comoda proprio per l’assenza di semi.

Quante calorie hanno le clementine?

Secondo le tabelle di composizione degli alimenti, le clementine si collocano intorno alle 45-50 kcal per 100 grammi di parte edibile, quindi in linea con gli altri agrumi freschi. Un frutto di taglia media pesa 70-80 grammi al netto della buccia, il che significa circa 35 kcal a clementina. L’apporto energetico viene quasi tutto dagli zuccheri semplici, mentre grassi e proteine sono presenti in tracce. Il contenuto di acqua supera l’85 per cento e c’è una quota interessante di fibra, concentrata soprattutto nelle membrane bianche che separano gli spicchi: mangiarle intere e non spremute fa una differenza reale sull’indice glicemico del pasto.

Quando è la stagione delle clementine in Italia?

La raccolta parte da fine ottobre con le varietà precoci e prosegue fino a gennaio inoltrato con le tardive. Il cuore della stagione, quello in cui il rapporto tra zuccheri e acidi è al punto migliore, cade tra novembre e dicembre. Le clementine che si trovano fuori da questa finestra o vengono da conservazione frigorifera prolungata, e allora perdono succosità e profumo, oppure arrivano dall’emisfero australe. In Calabria la piana di Sibari e la piana di Gioia Tauro sono le due aree principali di produzione, e il clima costiero permette maturazioni scalari che allungano la disponibilità di fresco.

Le clementine fanno bene ai diabetici?

Le clementine contengono zuccheri semplici, quindi vanno inserite in un piano alimentare con criterio, ma il frutto intero ha un indice glicemico moderato grazie alla fibra e all’elevato contenuto di acqua. La regola pratica è mangiarle intere e mai in forma di succo, perché la spremitura elimina la fibra e accelera l’assorbimento degli zuccheri. Come per ogni indicazione che riguarda una condizione clinica, la valutazione spetta al medico o al dietista che segue la persona: qui posso dirvi come sono fatte le clementine, non quante mangiarne nel vostro caso specifico.

Si può mangiare la buccia delle clementine?

Sì, ma solo se il frutto è biologico o comunque non trattato in post-raccolta, e va lavata bene. La buccia delle clementine è ricca di oli essenziali e di composti aromatici, ed è la parte che si usa grattugiata per dolci, risotti e marinature. Nella frutta convenzionale, invece, la buccia può contenere residui di trattamenti antimuffa applicati dopo la raccolta, che sono consentiti ma pensati per un prodotto da sbucciare. La regola che seguo io è semplice: se voglio usare la scorza, uso solo agrumi di cui conosco il produttore e che so essere adatti al consumo integrale.

Come si conservano le clementine per farle durare?

Le clementine hanno la buccia sottile e questo le rende meno resistenti delle arance. A temperatura ambiente, in un luogo fresco e areato, durano cinque o sei giorni. In frigorifero, nel cassetto della frutta, arrivano a due settimane, ma vanno tolte dal sacchetto di plastica perché la condensa favorisce le muffe. Il consiglio migliore è tenerle in un solo strato, non ammucchiate, e controllarle ogni giorno: una clementina ammuffita contagia tutte le vicine in poche ore. Se ne avete troppe, la scorza si può essiccare o congelare grattugiata, e il succo si congela benissimo nelle vaschette del ghiaccio.

Le clementine di Agricola Conforti

Siamo a San Giorgio Albanese, in provincia di Cosenza, da oltre cinquant’anni. Coltiviamo olivi e selezioniamo gli agrumi della piana di Sibari con i produttori che conosciamo di persona. Le clementine le spediamo solo in stagione, da fine ottobre a gennaio, perché fuori da quella finestra non sarebbero le nostre. Le trovate negli agrumi Conforti, insieme al nostro olio extravergine, ai salumi e alle conserve.

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