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Cenone di Capodanno: Menu, Ricette e Tradizioni Calabresi

Pubblicato il 31 Dicembre 2024

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Da GIULIANO CONFORTI

Il cenone di Capodanno è la cena della notte di San Silvestro, il pasto più lungo e importante dell’anno: accompagna la famiglia dal tramonto del 31 dicembre fino al brindisi di mezzanotte, tra antipasti di salumi, primi della tradizione, secondi, lenticchie portafortuna e dolci. Qui da noi, a San Giorgio Albanese, sulle colline della valle del Crati in provincia di Cosenza, il cenone non è una cena qualunque. È un rito che comincia nel pomeriggio, quando mio padre apre la prima soppressata e io affetto il caciocavallo silano.

Ho imparato da bambino che un buon cenone di Capodanno non si improvvisa. Si costruisce nei giorni prima: si scelgono i salumi giusti, si tirano fuori le conserve messe in vaso a fine estate, si versa l’olio nuovo appena franto. In casa nostra la tavola resta apparecchiata per ore, e nessuno ha fretta. Si mangia, si chiacchiera, si aspetta.

In questa guida ti racconto come organizziamo noi il cenone di Capodanno, con i prodotti della nostra terra, e ti propongo un menu completo — antipasti, primi, secondi, contorni e dolci — pensato per far durare la tavola fino allo scoccare del nuovo anno. Niente ricette impossibili. Solo cose buone, calabresi, che si preparano con calma e con le mani.

Cos’è il cenone di Capodanno e perché conta così tanto

Il cenone di Capodanno è la cena che si consuma la sera del 31 dicembre, la notte di San Silvestro, per salutare l’anno che finisce e accogliere quello nuovo. È un pasto abbondante, costruito su più portate, che nella tradizione italiana e calabrese si allunga volutamente fino a mezzanotte. Non è una gara a chi mangia di più. È un modo per stare insieme.

Da noi in Calabria la cena della vigilia di Natale è di magro, tutta pesce e verdure. Il cenone di fine anno, invece, apre le porte alla carne, ai salumi, ai formaggi stagionati. Mia nonna diceva che a Capodanno la tavola deve essere ricca, perché così sarà ricco l’anno che arriva. Ci credo poco alle superstizioni, ma su una cosa aveva ragione: una tavola generosa mette tutti di buon umore.

Come organizzare il menu del cenone di Capodanno

Organizzare il menu del cenone di Capodanno significa dosare le forze. Se parti troppo forte con gli antipasti, a mezzanotte nessuno tocca più il dolce. Il segreto che uso io è semplice: tante piccole portate, poche quantità per ciascuna, e ritmo lento tra un piatto e l’altro. Così si arriva al brindisi ancora con appetito e con il sorriso.

Io calcolo circa 150-200 grammi di salumi e formaggi a testa per l’antipasto, un primo, un secondo con contorno, e chiudo con lenticchie e cotechino poco prima di mezzanotte. Il dolce e la frutta secca restano sul tavolo per tutta la notte, insieme allo spumante. È un menu che si prepara in gran parte in anticipo, e questo per me è il vero lusso di Capodanno: potersi sedere a tavola senza correre in cucina ogni cinque minuti.

Gli antipasti del cenone: taglieri, salumi e sott’oli

Il cenone di Capodanno comincia sempre con il tagliere. È la parte che preferisco, perché racconta un territorio intero senza bisogno di cottura. Sul mio tagliere metto la soppressata di Calabria, il capocollo, la pancetta arrotolata, tutti da suino allevato sulle nostre colline, spesso Maiale Nero Apulo-Calabrese, presidio Slow Food. Accanto ai salumi metto il caciocavallo silano e un pecorino stagionato.

Poi arrivano i sott’oli: melanzane, peperoni, funghi e i nostri peperoncini ripieni. Sono le conserve che prepariamo in estate e che a dicembre danno il meglio di sé. Una bruschetta di pane casereccio con un filo di olio extravergine di oliva Carolea, ancora verde e pizzicante, e l’antipasto è servito. Trovi i nostri salumi nella sezione Salumi, i formaggi tra i Formaggi e i sott’oli nelle Conserve & Sott’oli.

I primi piatti della tradizione calabrese

Per il primo del cenone di Capodanno noi restiamo fedeli alla pasta fatta in casa. I fileja al sugo di maiale, oppure le lagane e ceci, sono i due piatti che si ripetono ogni anno. La domenica prima di Capodanno mia madre e mia moglie tirano la sfoggia sul tavolo di legno, e il profumo del ragù che sobbolle riempie tutta la casa dal mattino.

Se vuoi una versione più veloce, una pasta con la ‘nduja e i pomodorini fa sempre il suo dovere: bastano venti minuti e porti in tavola un piatto caldo, rosso, deciso. La ‘nduja spalmabile la trovi tra i nostri Piccanti. Un cucchiaino sciolto nell’olio caldo profuma tutta la cucina, e a Capodanno il piccante ci sta: scalda il cuore e apre lo stomaco per le portate che seguono.

I secondi e i contorni del cenone

Sul secondo del cenone di Capodanno ognuno ha la sua tradizione. In casa nostra il piatto forte è la carne di maiale al forno con le patate, condita con olio Carolea, rosmarino e un pizzico di peperoncino di Calabria. Cuoce piano nel forno di casa, e mentre cuoce la cucina diventa il posto più bello del mondo. Chi preferisce, porta in tavola un arrosto di podolica o un capretto, secondo l’occasione.

Per i contorni vado sul sicuro: verdure di stagione ripassate in padella, cime di rapa, broccoli, e una insalata di arance con finocchi e olive nere. Gli agrumi calabresi a dicembre sono al culmine della loro dolcezza, e chiudere una portata di carne con qualcosa di fresco e agrumato aiuta la digestione. I nostri agrumi li trovi nella sezione Agrumi Conforti.

Lenticchie e cotechino: il rito portafortuna di mezzanotte

Non esiste cenone di Capodanno senza lenticchie. È il piatto che, per tradizione, si mangia allo scoccare della mezzanotte perché le lenticchie somigliano a piccole monete e portano prosperità per l’anno nuovo. Ci credo o non ci credo, poco importa: un piatto di lenticchie fumanti con il cotechino, verso l’una di notte, è una delle cose più buone che conosca.

Io le lenticchie le cuocio semplici, con un soffritto di cipolla, una foglia di alloro e un filo del nostro olio extravergine a crudo alla fine. Il cotechino lo lascio sobbollire piano un paio d’ore. Quando manca poco a mezzanotte spengo tutto, apro lo spumante, e porto lenticchie e cotechino in tavola mentre fuori cominciano i primi botti. Un filo di olio Carolea a crudo sopra le lenticchie fa la differenza: prova a versarlo mentre sono ancora bollenti.

Dolci e frutta secca di fine anno

Il dolce del cenone di Capodanno da noi è quello della tradizione natalizia calabrese, che a fine anno è ancora protagonista. Turdilli al mosto cotto, chinulille ripiene, mostaccioli e la pitta ‘mpigliata restano sul tavolo per tutta la notte. Sono dolci che si conservano bene e che si sposano con un bicchiere di vino dolce o con lo spumante di mezzanotte.

Accanto ai dolci non manca mai la frutta secca: noci, mandorle, fichi secchi ripieni, e i datteri. Per chi vuole qualcosa di semplice, un cucchiaio di miele di sulla o di castagno su una fetta di pecorino chiude il cenone in modo perfetto. Trovi i nostri dolci nella sezione Dolci Tradizionali e il miele tra i prodotti Miele.

Vini e abbinamenti per il brindisi

Sul vino del cenone di Capodanno vado sul territorio. Con i salumi e i primi al ragù apro un Cirò Rosso, corposo e caldo, che regge bene la carne di maiale. Con i formaggi stagionati un rosso strutturato è d’obbligo. Per il brindisi di mezzanotte, invece, spumante o metodo classico ben freddo, perché le bollicine puliscono la bocca dopo una cena lunga e ricca.

Con i dolci al mosto cotto un passito o un vino dolce calabrese fa la sua figura. La regola che seguo è semplice: vini del posto con piatti del posto. Non sbagli mai. I nostri vini li trovi nella sezione Vino, e per condire ogni piatto a crudo l’olio in bottiglia Carolea resta il mio compagno fisso di tutta la serata.

Perché scegliere i prodotti Tenute Conforti per il tuo cenone

Quando prepari il cenone di Capodanno con i nostri prodotti, porti in tavola la Calabria vera: l’olio extravergine Carolea del nostro frantoio a San Giorgio Albanese, i salumi di maiale allevato sulle colline della valle del Crati, i formaggi della Sila, le conserve fatte in casa. Dietro ogni ordine ci siamo io e mio fratello, non un call center. Spediamo in tutta Italia, con spedizione gratuita oltre i 39,90 euro, e per Capodanno consigliamo di ordinare per tempo.

Domande frequenti sul cenone di Capodanno

Quante portate deve avere un cenone di Capodanno?

Un cenone di Capodanno equilibrato prevede in genere un antipasto ricco di salumi e formaggi, uno o due primi, un secondo con contorno, le lenticchie con il cotechino a mezzanotte e infine dolci e frutta secca. Il segreto non è la quantità di ogni piatto, ma il numero di portate servite in piccole dosi e con calma, così da distribuire la cena su diverse ore senza appesantire troppo gli ospiti prima del brindisi.

Cosa si mangia a mezzanotte a Capodanno e perché?

A mezzanotte, per tradizione, si mangiano lenticchie con cotechino o zampone. Le lenticchie ricordano nella forma delle piccole monete e simboleggiano prosperità e denaro per l’anno nuovo. È un rito benaugurale diffuso in tutta Italia. Da noi in Calabria si accompagnano con un filo di olio extravergine a crudo e, spesso, con un pizzico di peperoncino. È il piatto che segna il passaggio da un anno all’altro insieme al brindisi con lo spumante.

Come organizzare il cenone di Capodanno in anticipo?

Gran parte del cenone di Capodanno si prepara nei giorni precedenti. Salumi, formaggi e sott’oli vanno solo affettati e disposti sul tagliere. I primi al ragù o al sugo di maiale possono cuocere il giorno prima e migliorano riscaldati. Lenticchie e cotechino si possono cuocere in anticipo e riscaldare a mezzanotte. Il consiglio è preparare in anticipo tutto ciò che regge bene e lasciare per l’ultimo momento solo la cottura del secondo e l’impiattamento.

Qual è un menu di cenone di Capodanno tipico calabrese?

Un menu di cenone di Capodanno calabrese parte da un tagliere di soppressata, capocollo, pancetta e caciocavallo silano con sott’oli e bruschette all’olio Carolea. Prosegue con fileja al ragù di maiale o pasta con la ‘nduja, poi carne di maiale al forno con patate e contorni di verdure di stagione. A mezzanotte lenticchie e cotechino, e per finire turdilli, mostaccioli e frutta secca con un bicchiere di vino dolce.

Quanto spumante calcolare a persona per il brindisi?

Per il brindisi di mezzanotte si calcolano in media due o tre calici di spumante a persona, quindi circa mezza bottiglia a testa considerando che si beve anche durante la serata. È sempre meglio abbondare leggermente e tenere qualche bottiglia in fresco di riserva. Lo spumante va servito ben freddo, tra 6 e 8 gradi, e stappato solo al momento del brindisi per mantenere intatta l’effervescenza.

Che olio usare per condire i piatti del cenone?

Per il cenone di Capodanno consiglio un olio extravergine di oliva di qualità da usare soprattutto a crudo, versato all’ultimo sulle lenticchie, sulle bruschette e sulle verdure. Il nostro olio Carolea, con acidità libera tra 0,2 e 0,3 per cento e un fruttato medio, esalta i piatti senza coprirli. A crudo mantiene intatti i polifenoli e il profumo. Per le cotture al forno va benissimo lo stesso olio, che ha un buon punto di fumo e regge bene il calore.

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