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Apericena: Cosa Significa, Idee e Cosa Preparare per un Aperitivo Ricco

Pubblicato il 31 Maggio 2024

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Da GIULIANO CONFORTI

L’apericena è l’aperitivo che diventa cena: una tavola informale e conviviale di taglieri di salumi e formaggi, bruschette all’olio extravergine, olive, sottoli e stuzzichini, dove si mangia e si beve in compagnia senza la formalità di un pasto seduto.

Qui da noi, a San Giorgio Albanese, in provincia di Cosenza, l’apericena è una cosa seria. Non è moda, è convivialità: il piacere antico di mettere al centro della tavola quello che la terra dà e dividerlo con gli amici. Mio nonno non la chiamava apericena, la chiamava semplicemente stare insieme. Pane, olio, un salume, qualche oliva, un bicchiere di vino. E la sera passava.

In questa guida ti racconto come preparare un apericena come si deve, con i prodotti veri della tradizione calabrese. Ti spiego cosa mettere nel tagliere, come condire le bruschette, quanti stuzzichini servire e come abbinare i vini. È più facile di quanto pensi e, se parti da materia prima buona, l’apericena di casa tua batte quello di tanti locali.

Cosa significa apericena

La parola apericena nasce dall’unione di aperitivo e cena, e descrive bene la cosa: un aperitivo talmente ricco di cibo da sostituire il pasto serale. È nata nei bar del nord Italia e si è diffusa in tutta la penisola, ma il suo spirito è antico quanto la convivialità mediterranea. Si mangia in piedi o seduti comodi, si assaggia un po’ di tutto, si chiacchiera. Il cibo conta quanto il bere, anzi di più.

Il bello dell’apericena è la libertà. Non c’è un menù rigido: c’è una tavola imbandita di cose buone, e ognuno compone il suo piatto. Per questo funziona così bene con i prodotti da tagliere, dove la qualità della materia prima fa tutta la differenza.

Apericena e aperitivo: le differenze

L’aperitivo classico è leggero, un bicchiere con qualche oliva e poco altro, da prendere prima di cena. L’apericena invece sazia e la cena la sostituisce: taglieri abbondanti, bruschette, verdure, piatti freddi. La differenza è nella quantità e nella scelta. Per un apericena servono salumi e formaggi veri, non quattro patatine, perché deve nutrire una serata intera.

Cosa preparare per un apericena: il tagliere

Il cuore dell’apericena è il tagliere. Io ci metto i salumi calabresi: soppressata dolce e piccante, capocollo, pancetta, qualche fetta di salame. Poi i formaggi di Sila, caciocavallo silano, pecorino, una provola. Olive nere infornate, sottoli e conserve, e tanto pane casereccio. La regola è pochi prodotti ma buoni: un salume vero e un olio profumato valgono più di dieci vassoi industriali.

Bruschette e crostini all’olio extravergine

Nessun apericena è completo senza le bruschette. Pane casereccio tostato, strofinato con aglio e condito con un filo abbondante di olio extravergine Carolea: è il classico più semplice e più buono. Sopra ci metti pomodorini freschi e basilico, oppure un velo di ’nduja che si scioglie sul pane caldo, o una crema di olive. L’olio a crudo, con il suo fruttato medio e i polifenoli oltre i 250 mg/kg, è il protagonista. Una bruschetta fatta con un buon olio è la cosa più mediterranea che ci sia.

Apericena con i sapori della Calabria

Un apericena calabrese ha un’identità precisa. La ’nduja e i prodotti piccanti spalmati sul pane, la soppressata di Maiale Nero Apulo-Calabrese, il caciocavallo silano, le olive e i sottoli dell’orto. Sono sapori decisi, schietti, che nascono dalla nostra terra tra il Crati e la Sila. Con un buon vino del territorio e il pane caldo, l’apericena diventa un viaggio in Calabria senza muoversi da tavola.

Come organizzare un apericena in casa

Organizzare un apericena in casa è semplice se prepari in anticipo. Affetta salumi e formaggi poco prima di servire, così restano freschi. Tieni il pane caldo per le bruschette. Disponi olive, sottoli e conserve in ciotoline. Calcola dai sei agli otto assaggi diversi a persona. Apparecchia in modo informale, al centro il tagliere ricco, e lascia che ognuno si serva. Meno fai complicato, più l’apericena riesce: la convivialità conta più della scenografia.

Abbinamento vini per l’apericena

Per l’apericena calabrese resto sul territorio. Un Cirò Rosso DOC da Gaglioppo regge salumi e formaggi stagionati, un rosato fresco pulisce il palato dalla ’nduja e dai piccanti, un bianco da uve Greco accompagna i formaggi delicati e le bruschette all’olio. I prodotti di Calabria danno il meglio con i vini di Calabria. Per chi non beve alcol, una spremuta di agrumi della costa jonica è fresca e genuina.

Perché scegliere i prodotti delle Tenute Conforti

Noi delle Tenute Conforti coltiviamo olive Carolea e selezioniamo i tipici calabresi con la cura di mio nonno. Quando ci chiami rispondo io o mio fratello, mai un call center. Per il tuo apericena trovi i salumi calabresi, i formaggi di Sila, le conserve sottolio, i piccanti e il nostro olio EVO in bottiglia per le bruschette. Materia prima vera, filiera corta, sapore di Calabria.

Domande frequenti sull’apericena

Cosa significa apericena?

Apericena è una parola nata dalla fusione di aperitivo e cena. Indica un aperitivo così ricco di cibo da sostituire il pasto serale. Non è solo un drink con due olive: è una tavola di stuzzichini, taglieri di salumi e formaggi, bruschette, conserve sottolio e verdure, dove si mangia e si beve in compagnia, senza la formalità della cena seduti. Qui da noi l’apericena ha il sapore della convivialità calabrese: un buon olio extravergine sul pane, qualche fetta di soppressata, le olive dell’orto. È diventata un’abitudine in tutta Italia, ma le sue radici sono nella tradizione di stare insieme a tavola.

Cosa preparare per un apericena in casa?

Per un apericena in casa il cuore è il tagliere: salumi calabresi come soppressata, capocollo e pancetta, formaggi di Sila come caciocavallo silano e pecorino, olive, sottoli e un buon pane casereccio. Accanto, bruschette e crostini conditi con olio extravergine, pomodorini e ’nduja. Aggiungi verdure in pinzimonio, frittatine, taralli e qualche conserva sottolio. La regola che seguo è una sola: pochi prodotti ma buoni, di qualità, lasciati parlare. Un olio Carolea sul pane caldo vale più di dieci salse industriali. L’apericena di casa, fatto con materia prima vera, batte quello di tanti locali.

Qual è la differenza tra aperitivo e apericena?

L’aperitivo classico è leggero: un drink accompagnato da piccoli stuzzichini come olive, patatine, qualche tartina. L’apericena invece è abbondante e sostituisce la cena: il cibo è protagonista quanto il bere, con taglieri, bruschette, verdure e piatti freddi che saziano. La differenza sta nella quantità e nella funzione. All’aperitivo si stuzzica prima di cena; con l’apericena si cena, in modo informale e conviviale. Per questo l’apericena richiede una scelta più curata di salumi, formaggi e prodotti da tagliere: deve nutrire, non solo accompagnare il bicchiere.

Quanti stuzzichini servire a persona per un apericena?

Per un apericena che sostituisce la cena calcola dai sei agli otto assaggi diversi a persona, con porzioni generose. In peso, indicativamente, dai 150 ai 200 grammi di salumi e formaggi a testa, più pane, bruschette, verdure e sottoli. Meglio abbondare con la varietà che con le quantità di un singolo piatto: l’apericena vive del piacere di assaggiare tante cose diverse. Io preparo sempre un tagliere ricco al centro e lascio che ognuno componga il suo piatto. Con sei persone, tre o quattro tipi di salume, due o tre formaggi, olive, sottoli e tanto pane bastano e avanzano.

Quali vini abbinare a un apericena?

Per un apericena di salumi e formaggi calabresi punto sui vini del territorio. Un Cirò Rosso DOC, a base di Gaglioppo, regge la sapidità della soppressata e del capocollo. Un rosato calabrese è perfetto con la ’nduja e i piccanti, perché la freschezza pulisce il palato. Per i formaggi più delicati e le bruschette all’olio, un bianco da uve Greco. La regola è restare sul territorio: i prodotti di Calabria danno il meglio con i vini di Calabria. Per chi non beve alcolici, una spremuta di agrumi della costa jonica è un’alternativa fresca e genuina.

Come organizzare un apericena economico ma di qualità?

Un apericena di qualità non deve essere costoso: deve essere ben pensato. Il segreto è puntare su pochi prodotti veri invece di tanti industriali. Un buon pane casereccio, un olio extravergine per le bruschette, un salume e un formaggio scelti bene, olive e sottoli fatti in casa o artigianali rendono più di tanti vassoi preconfezionati. Le verdure di stagione in pinzimonio o saltate costano poco e fanno volume. Io preparo tutto in anticipo, così l’apericena diventa un momento rilassato. Comprare in filiera corta, direttamente dal produttore, abbatte i costi e alza la qualità.


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