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Abbinamento Vino Cibo: Guida agli Abbinamenti Mediterranei

Pubblicato il 10 Maggio 2024

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Da GIULIANO CONFORTI

A tavola da noi il vino non è mai un dettaglio. Mio padre apriva la bottiglia giusta a seconda di cosa c’era nel piatto, e quella scelta cambiava tutto il pasto. È da lì che ho imparato l’arte dell’abbinamento vino cibo, che non è snobismo da sommelier ma buon senso contadino.

L’abbinamento vino cibo consiste nello scegliere il vino in base al piatto cercando equilibrio: si può procedere per concordanza, accostando sapori simili, o per contrapposizione, bilanciando un sapore con il suo opposto, così che né il vino né il cibo coprano l’altro. Sembra complicato, ma una volta capiti i principi diventa naturale, e i nostri sapori mediterranei rendono tutto più semplice.

In questa guida vi spiego, da chi vive di terra e di tavola, come abbinare vino e cibo senza sbagliare. Vedremo le regole di base, la differenza tra concordanza e contrapposizione, gli abbinamenti con salumi, formaggi, pesce e verdure, e in particolare come i vini calabresi sposano i piatti della nostra tradizione. Con esempi concreti, non teoria da manuale.

Le regole di base dell’abbinamento vino cibo

Il primo principio dell’abbinamento vino cibo è l’equilibrio: il vino e il piatto devono avere la stessa intensità. Un piatto delicato chiede un vino leggero, un piatto ricco e saporito chiede un vino strutturato. Se servite un vino potente con un piatto sottile, il vino domina e copre tutto; al contrario, un vino timido scompare davanti a un piatto importante.

Il secondo principio è la persistenza: un piatto che lascia a lungo il sapore in bocca vuole un vino altrettanto persistente. Il terzo è la struttura, cioè il corpo: piatti grassi e corposi reggono vini di corpo, piatti freschi vogliono vini agili. Tenendo a mente questi tre punti, intensità, persistenza e struttura, siete già a metà strada per un buon abbinamento vino cibo.

Da produttore aggiungo una quarta regola, quella del territorio: ciò che cresce insieme, sta bene insieme. I piatti calabresi e i vini calabresi sono nati nello stesso clima e nella stessa terra, e si abbracciano in modo naturale. È il segreto più semplice e più affidabile di tutti.

Abbinamento per concordanza e per contrapposizione

Esistono due strade nell’abbinare vino e cibo, ed è utile conoscerle entrambe. L’abbinamento per concordanza accosta sapori che vanno nella stessa direzione: un dolce con un vino dolce, un piatto morbido e profumato con un vino altrettanto rotondo. La concordanza esalta e rinforza una sensazione.

L’abbinamento per contrapposizione, invece, gioca sugli opposti per riequilibrare. Un cibo grasso e untuoso chiede un vino fresco e acido, che pulisca la bocca; un piatto piccante si calma con un vino morbido e leggermente dolce; un cibo sapido e saporito si bilancia con la freschezza del vino. È la strada più usata nella cucina di tutti i giorni.

Un esempio dalle nostre parti chiarisce tutto. La ‘nduja, grassa e piccante, andrebbe massacrata da un vino tannico e robusto. Meglio un rosso giovane e fresco, o addirittura un rosato, che con la sua acidità contrappone al grasso e ammorbidisce il piccante. Ecco la contrapposizione che funziona.

Abbinare il vino ai sapori mediterranei

I sapori mediterranei hanno una caratteristica che facilita l’abbinamento vino cibo: l’olio extravergine di oliva. L’olio buono, con il suo fruttato e il suo amaro elegante, lega i piatti e crea un ponte verso il vino. Una verdura condita con olio Carolea e accompagnata da un bianco fresco è un abbinamento da manuale, semplice e perfetto.

La cucina mediterranea vive di verdure, legumi, pesce, pane, formaggi e salumi. Sono sapori netti ma raramente estremi, e per questo si prestano a vini versatili. La regola d’oro è non strafare: davanti a un buon piatto mediterraneo, un vino onesto e ben fatto vale più di un’etichetta blasonata fuori contesto.

E poi c’è il pane, con un filo d’olio: il gesto più semplice del Mediterraneo. Anche lì un sorso di vino del territorio completa il quadro. L’abbinamento, in fondo, è il racconto di una terra messo nel bicchiere e nel piatto.

Vino e salumi, vino e formaggi

Sui taglieri si gioca buona parte dell’abbinamento vino cibo, ed è il terreno dove sbagliare è più facile. I salumi stagionati, sapidi e grassi come capocollo, soppressata e pancetta, chiedono un rosso di media struttura, fresco e con un buon corredo acido, capace di sgrassare la bocca. Con i salumi piccensanti, come quelli alla ‘nduja, meglio restare su rossi giovani o rosati.

I formaggi sono un mondo a parte. I formaggi freschi e delicati vanno con bianchi leggeri; i formaggi stagionati, saporiti e persistenti come un pecorino o un caciocavallo silano, reggono rossi più strutturati. I formaggi erborinati e i formaggi molto saporiti danno il meglio con vini dolci o passiti, in un classico abbinamento per contrapposizione che pochi conoscono ma che è memorabile.

Da noi un tagliere di salumi calabresi e formaggi con un buon rosso calabrese è la domenica perfetta. Aggiungete una conserva sottolio e il cerchio si chiude.

Vino e piatti di pesce e di verdure

Sul pesce vale ancora la regola dell’intensità. Pesce delicato, crudi e antipasti di mare chiedono bianchi freschi, agili, profumati. Un piatto di pesce più ricco, come una zuppa o un pesce al forno saporito, regge bianchi più strutturati o persino un rosato. Il vino deve accompagnare la delicatezza del mare, non sovrastarla.

Le verdure, regine della cucina mediterranea, sono versatili. Verdure crude e insalate condite con olio extravergine stanno bene con bianchi vivaci. Verdure cotte, grigliate o ripiene, più dolci e morbide, accettano bianchi corposi e rossi leggeri. Attenzione agli ingredienti amari come il carciofo, che mette in difficoltà i vini: lì un olio Carolea generoso e un bianco semplice aiutano a smorzare.

Il piccante, presenza fissa nella nostra cucina, è il vero nemico del vino tannico. Con i piatti piccanti scegliete vini freschi, morbidi, a volte leggermente dolci, mai rossi astringenti che amplificherebbero il bruciore.

Vini calabresi e i loro abbinamenti

La Calabria ha vini di carattere che meritano spazio nell’abbinamento vino cibo. Il Cirò, rosso da uve Gaglioppo, è un vino di struttura e personalità: perfetto con i salumi stagionati, le carni e i formaggi saporiti. La sua versione rosata, fresca e gastronomica, è una jolly che accompagna salumi piccanti, pesce ricco e antipasti misti.

Tra i bianchi, il Greco offre freschezza e profumo, ideale su pesce, verdure e formaggi freschi. Il Magliocco, vitigno autoctono, dà rossi morbidi e fruttati che si sposano con primi piatti saporiti e secondi di carne non troppo strutturati. Sono vini nati sulla stessa terra dei nostri piatti, e l’abbinamento, di nuovo, viene da sé.

Il mio consiglio è partire dal territorio: davanti a un piatto calabrese, un vino calabrese è quasi sempre la scelta giusta. Trovate la nostra selezione tra i vini in catalogo, scelti per accompagnare i sapori di casa.

Errori comuni nell’abbinamento vino cibo

Qualche errore lo vedo ripetere spesso. Il primo è abbinare un vino troppo importante a un piatto semplice, schiacciandolo: non sempre il vino più costoso è quello giusto. Il secondo è servire rossi tannici con il pesce o con i piatti piccanti, dove il tannino crea sapori sgradevoli e metallici.

Il terzo errore è dimenticare la temperatura: anche l’abbinamento migliore si rovina se il bianco è troppo caldo o il rosso troppo freddo. Un bianco va servito fresco, intorno agli 8-12 gradi; un rosso di corpo intorno ai 16-18 gradi. Il quarto è non considerare il condimento: un piatto cambia carattere a seconda che sia in bianco, al pomodoro o piccante, e il vino va scelto sul piatto finito, non sull’ingrediente di base.

Ultimo consiglio, il più importante: fidatevi del vostro gusto. Le regole dell’abbinamento vino cibo sono una bussola, non una gabbia. L’abbinamento perfetto è quello che piace a voi e ai vostri ospiti.

Domande frequenti sull’abbinamento vino cibo

Quali sono le regole base dell’abbinamento vino cibo?

Le regole base sono tre: equilibrio di intensità, cioè vino e piatto della stessa forza; persistenza, cioè un piatto che resta a lungo in bocca vuole un vino altrettanto persistente; struttura, cioè piatti corposi reggono vini di corpo. A queste si aggiunge la regola del territorio: vini e piatti nati nella stessa terra si abbinano naturalmente. Tenendo a mente intensità, persistenza, struttura e territorio, l’abbinamento vino cibo diventa semplice anche senza essere sommelier.

Cosa significa abbinare per concordanza o contrapposizione?

Sono le due strade dell’abbinamento. La concordanza accosta sapori simili: un dolce con un vino dolce, un piatto rotondo con un vino morbido, per esaltare una sensazione. La contrapposizione gioca sugli opposti per riequilibrare: un cibo grasso con un vino fresco e acido, un piatto piccante con un vino morbido. Nella cucina di tutti i giorni la contrapposizione è la più usata, perché pulisce la bocca e bilancia i sapori intensi tipici della tradizione mediterranea.

Che vino abbinare ai salumi calabresi?

Ai salumi stagionati e saporiti come capocollo, soppressata e pancetta si abbina bene un rosso di media struttura, fresco e con buona acidità, capace di sgrassare la bocca: il Cirò da uve Gaglioppo è una scelta ideale. Con i salumi piccanti, come quelli alla ‘nduja, meglio un rosso giovane o un rosato, che con la freschezza contrappongono al grasso e ammorbidiscono il piccante. La regola è restare nel territorio: salumi calabresi e vini calabresi si abbinano naturalmente.

Quale vino si abbina al pesce?

Sul pesce vale la regola dell’intensità. Pesce delicato, crudi e antipasti di mare chiedono bianchi freschi, agili e profumati, come un Greco. Un piatto di pesce più ricco, una zuppa o un pesce al forno saporito, regge bianchi strutturati o persino un rosato. Va evitato il rosso tannico, che con il pesce crea sapori metallici sgradevoli. Anche la temperatura conta: il bianco va servito fresco, intorno agli 8-12 gradi, per accompagnare la delicatezza del mare senza coprirla.

Che vino abbinare ai piatti piccanti?

I piatti piccanti sono il vero nemico dei rossi tannici, che amplificano il bruciore creando sensazioni astringenti. Meglio scegliere vini freschi e morbidi, a volte leggermente dolci, che calmano il piccante per contrapposizione. Un rosato fresco o un rosso giovane e poco tannico funzionano molto bene con la cucina piccante calabrese. Evitate invece i rossi importanti e astringenti. La temperatura di servizio leggermente più fresca aiuta ulteriormente a domare il piccante e a rendere piacevole l’abbinamento vino cibo.

Da oltre cinquant’anni la nostra famiglia vive di terra e di sapori a San Giorgio Albanese, nella valle del Crati, e a tavola sappiamo bene quanto conti il vino giusto. Trovate la nostra selezione di vini e i prodotti per comporre il tagliere perfetto tra salumi, formaggi e conserve e sottoli, da condire con un filo del nostro olio extravergine. Rispondiamo io o mio fratello, mai un call center.


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