Stocco di Mammola: il gusto calabrese dello stoccafisso

10 Maggio 2023
admin

Cos’è lo Stocco di Mammola?

Mammola è una bellissima cittadina in provincia di Reggio Calabria, famosa come la terra che, grazie alla sua natura tra i monti e il mare, è in grado di offrire un vasto panorama gastronomico a chi la vive e la visita.

Le cinque province calabresi (Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro) sono legate tra loro da una tradizione culinaria che ha origini umili e antiche.

stocco di mammola
I piatti, che accomunano tutte e cinque le province calabresi, sono pochi e si differenziano soprattutto nella preparazione.

Tra i piatti più diffusi c’è lo stoccafisso, in particolare la ricetta locale dello “Stocco di Mammola” (letteralmente “stoccafisso di Mammola”), che viene leggermente modificata in ogni provincia.

Stocco di Mammola: la storia di questo antico piatto

Lo stoccafisso ha una storia antichissima. La lavorazione dello stoccafisso è molto semplice.

Lo stoccafisso altro non è che merluzzo essicato, senza uso di sale. Il pesce viene da prima eviscerato, pulito e lasciato essiccare naturalmente

Nel 1431 il nobile mercante veneziano Pietro Querino e la sua ciurma, dal ritorno delle Fiandre, furono colti di sorpresa da una tempesta.

Dopo giorni in mare, la nave si è arenata in un arcipelago del circolo polare artico: le isole Lofoten.

Soffrendo il freddo e dopo aver finito da mangiare, decisero di andare in cerca di cibo.

Trovarono un enorme pesce arenato sugli scogli e decisero di cucinarlo sulla spiaggia.

Il fumo provocato dalla cottura del pesce, incuriosiva gli abitanti dell’isola antistante che correvano a vedere chi c’era su quell’isola abbandonata.

Trovati i naufraghi, li condussero nei loro alloggi offrendo loro ospitalità.

L’equipaggio e il nobile veneziano rimasero con la popolazione fino all’arrivo della primavera: sistemarono la barca e tornarono a Venezia con una grande e squisita novità: lo stoccafisso.

Cinquecento anni dopo, nel 1932, alle Isole Lofoten fu eretto un monumento a ricordo del legame culturale, gastronomico ed etnico tra l’Italia e quelle isole lontane.

Oggi l’arcipelago norvegese è il più importante produttore di stoccafisso al mondo e l’Italia è il maggior importatore, attraverso i porti di: Napoli, Ancona, Vicenza e Liguria.

Stocco di Mammola: che cos’è, come si prepara?

Lo Stocco di Mammola è un piatto di origine calabrese.

Di umili origini, veniva consumato soprattutto dai poveri.

In particolare i contadini lo consumavano e lo offrivano ai braccianti durante i lavori più faticosi che si svolgevano nelle campagne.

Tradizionalmente lo stoccafisso viene consumato nel periodo natalizio e viene regalato anche per uso e consumo personale.

Si tratta di un lascito derivante dall’usanza che avevano molti migranti, al loro ritorno portavano in dono ai parenti lo stoccafisso.

Ad oggi lo Stocco di Mammola è un vero e proprio vanto del paese di Mammola (sulle montagne dell’Aspromonte), in provincia di Reggio Calabria.

Per questo l’Amministrazione Comunale di Mammola ha riconosciuto il prodotto come “De.Co.“, Denominazione Comunale di Origine. Inoltre, il Ministero delle Politiche Agricole lo ha inserito tra i prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Dal 1500 lo stoccafisso viene importato dalla Norvegia e dalle Fiandre in Calabria e viene lavorato dalle varie aziende presenti sul territorio calabrese. La lavorazione richiede giorni, è suddivisa in fasi e richiede un alto livello di artigianalità.

Fiandre, legame con Mammola

Il paese di Mammola celebra il suo prodotto con la tradizionale “sagra dello stoccafisso”, che si svolge ogni anno nel mese di agosto nell’antico borgo di Mammola.

Questa sagra attira centinaia di turisti e curiosi che sono pronti ad acquistare il prodotto o ad assaporarlo nel rispetto della tradizione, nei vari ristoranti locali.

RICETTA PER 4 PERSONE:

Ingredienti

1 kg di “Stocco di Mammola” spugnato a pezzi
1 kg di patate
1 cipolla rossa
4 peperoni secchi
1 kg di pomodori pelati
Olio EVO
Olive in salamoia

Preparazione

In una pentola di terracotta soffriggere nell’olio la cipolla affettata. Quindi mettete i pomodori pelati e fate cuocere a fuoco basso per circa 5 minuti.

Aggiungere il sale e le patate a spicchi e dopo qualche minuto lo stoccafisso con le olive e i peperoni.

Cuocere a fuoco basso senza mescolare ma agitando tutta la padella per 20 minuti.

Spegnete il fuoco e dopo aver servito lasciate riposare lo stoccafisso per qualche minuto e servite.

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