La Mosca Olearia: Strategie per Proteggere gli Olivi

30 Agosto 2024
GIULIANO CONFORTI

La mosca olearia (Bactrocera oleae) rappresenta una delle principali minacce per la coltivazione dell’olivo. Questo insetto, depone le uova all’interno delle olive, compromettendone la qualità e la quantità del raccolto. Negli ultimi anni è diventato sempre più difficile combattere questo parassita perché ha sviluppato resistenze ai prodotti chimici tradizionali.

La Lotta Integrata: Un Approccio Multidisciplinare

La difesa integrata rappresenta la strategia più efficace per contrastare la mosca delle olive, combinando diverse tecniche e approcci. Questo metodo si basa sul principio di ridurre al minimo l’impiego di prodotti fitosanitari chimici, proteggendo l’ambiente e la salute dei consumatori.

Punti fondamentali della lotta integrata:

  • Monitoraggio costante: Le trappole colorate ci servono per monitorare la presenza e l’attività delle mosche dell’olivo. Grazie a queste informazioni, possiamo intervenire tempestivamente per proteggere gli ulivi. Le trappole cromotropiche sono delle trappole colorate, solitamente gialle, che attirano gli insetti. Una volta che un insetto si posa sulla trappola, rimane intrappolato e non può più volare via.
  • Difesa meccanica: L’applicazione di caolino (polvere bianca molto fine, simile all’argilla, ricavata da rocce sedimentarie) o zeolite (minerale poroso di origine vulcanica, spesso utilizzato come fertilizzante o come assorbente) sulle olive forma uno strato molto sottile e appiccicoso che ricopre la superficie del frutto.

Questo strato crea una superficie ruvida sull’oliva, rendendola difficile da afferrare per le zampette della mosca. In questo modo, la mosca non riesce a mantenere l’equilibrio e cade, senza riuscire a deporre            le uova. Inoltre, queste polveri possono anche disidratare le uova che vengono a contatto con esse, impedendone lo sviluppo.

  • Lotta biologica: Sfrutta l’azione di predatori naturali come vespe parasitoidi e insetti utili per ridurre le popolazioni di mosca olearia.
  • Confusione sessuale: L’impiego di feromoni sessuali maschera i segnali di accoppiamento, riducendo l’efficacia della riproduzione.
  • Trattamenti a base di prodotti biologici: In caso di infestazione grave, possiamo utilizzare prodotti realizzati con oli o estratti di piante. Queste sostanze naturali agiscono come repellenti o insetticidi, proteggendo le piante dagli attacchi o di allontanarli.

Perché la Lotta Integrata è Preferibile?

  • Protezione dell’ambiente: Riduce l’impatto ambientale dell’agricoltura, preservando la biodiversità.
  • Salvaguardia della salute: Limita l’esposizione a sostanze chimiche dannose per l’uomo e gli animali.
  • Mantenimento della qualità del prodotto: Garantisce la produzione di olive sane e di alta qualitàe di conseguenza produzione di olio extravergine di oliva di qualità
  • Sostenibilità economica: A lungo termine, la lotta integrata può rivelarsi più economica rispetto all’utilizzo esclusivo di prodotti chimici.

La Mosca Olearia e lo Stress Termico

mosca olearia ( bactrocera oleae )

Negli ultimi anni, il cambiamento climatico con l’intensificarsi degli eventi climatici estremi, come ondate di calore prolungate e siccità, sta profondamente modificando il ciclo biologico della mosca olearia. L’aumento delle temperature favorisce un maggior numero di generazioni annuali dell’insetto, prolungandone il periodo di attività e aumentando la pressione sulle colture.

Inoltre, gli stress termici possono indurre lo sviluppo di popolazioni più resistenti ai trattamenti fitosanitari tradizionali, rendendo la lotta a questo parassita sempre più complessa e sfidante. Di fronte a questa nuova realtà, è indispensabile adottare strategie di difesa flessibili e adattabili, basate su un monitoraggio continuo delle popolazioni dell’insetto e sull’integrazione di diverse tecniche di controllo.

Conclusioni

La lotta alla mosca dell’olivo richiede un approccio integrato e multidisciplinare, che tenga conto delle specificità di ogni territorio e delle condizioni climatiche.

Combinando diverse tecniche e approcci, è possibile ridurre significativamente l’impatto di questo parassita sulla produzione olivicola, garantendo la sostenibilità e la qualità del prodotto finale.

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