Olio Extravergine di Oliva: Monocultivar o Blend? Differenze

19 Settembre 2024
GIULIANO CONFORTI

L’olio extravergine di oliva è un prodotto simbolo della dieta mediterranea e della cultura italiana. Ma dietro a questo semplice nome si nasconde un mondo complesso e affascinante, fatto di diverse varietà di olive, tecniche di produzione e, soprattutto, di due tipologie principali: monocultivar e blend.

Che cos’è un olio extra vergine di oliva?

Prima di addentrarci nelle differenze, facciamo un passo indietro e ricordiamo cos’è l’olio extravergine di oliva. Si tratta dell’olio ottenuro dalla spremitura delle olive, estratto a freddo e mediante procedimenti meccanici che non alterano le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del frutto. L’olio extravergine è un prodotto di alta qualità, ricco acidi grassi monoinsaturi, di antiossidanti e con un profilo aromatico unico, che varia a seconda della varietà di oliva utilizzata e della aree geografiche di produzione.

Monocultivar: l’essenza di una singola varietà

Un olio monocultivar o monovarietale è prodotto esclusivamente da una singola varietà di oliva. Questo significa che tutte le olive utilizzate per la produzione di questo olio provengono da una stessa varietà. Il risultato è un olio che esprime in pieno le caratteristiche organolettiche della cultivar di origine.

Vantaggi:

  • Personalità unica: Ogni monocultivar ha un profilo aromatico e gustativo ben definito, che lo rende inconfondibile.
  • Tirocinio: Per gli appassionati è un modo per esplorare le diverse varietà di olive e scoprire le loro peculiarità.
  • Territorialità: Spesso i monocultivar sono legati a specifici territori e rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale.

Svantaggi:

  • Disponibilità limitata: Non tutte le varietà di olive sono adatte alla produzione di olio monocultivar e la quantità prodotta può essere limitata.
  • Minor versatilità: Un monocultivar può essere meno versatile in cucina rispetto a un blend.

Blend: l’armonia delle differenze

Un blend è un olio d oliva ottenuto dalla miscelazione di diverse varietà di olive. Il mastro olificio, come un sommelier, seleziona e assembla le diverse cultivar per ottenere un prodotto equilibrato e armonico, con un profilo aromatico complesso e sfaccettato.

Vantaggi:

  • Versatilità: Un blend è generalmente più versatile in cucina e si adatta a una vasta gamma di piatti.
  • Costanza: Grazie alla miscelazione, il profilo aromatico di un blend tende a essere più costante nel tempo.
  • Espressione dell’esperienza: Un blend è il frutto dell’esperienza e della maestria del produttore, che sa valorizzare le caratteristiche di ogni singola varietà.

Svantaggi:

  • Minor tipicità: Un blend può essere meno tipico di un monocultivar e non sempre permette di identificare le singole varietà utilizzate.

Qual è la differenza tra olio extravergine di oliva e olio d’oliva?

L’olio extravergine di oliva è il prodotto di prima spremitura a freddo delle olive. L’olio d’oliva invece può essere ottenuto anche da lavorazioni successive e può contenere oli raffinati e olio di sansa. L’olio extravergine è quindi un prodotto di qualità superiore, con un contenuto di acidità più basso e un profilo aromatico più intenso.

Olio EVO DOP e IGP: un’eccellenza italiana

DOP sta per Denominazione di Origine Protetta e indica un prodotto agroalimentare di qualità superiore, originario di una specifica zona geografica. L’olio EVO DOP è un prodotto di eccellenza, ottenuto da cultivar autoctone e prodotto secondo rigorosi disciplinari di produzione.

IGP sta per Indicazione Geografica Protetta. È un marchio di qualità dell’Unione Europea che viene attribuito a prodotti agricoli e alimentari che vantano una specifica qualità, reputazione o caratteristica essenzialmente legata al territorio in cui sono prodotti, trasformati o elaborati. L’IGP certifica che:

  • L’olio è strettamente legato a un territorio specifico: Questo significa che la materia prima, cioè le olive utilizzate per produrlo provengono da una determinata regione, con un microclima e un terreno unici che conferiscono all’olio caratteristiche organolettiche particolari.
  • Le fasi essenziali del processo di produzione avvengono nella zona geografica indicata: La raccolta delle olive, la molitura e la successiva trasformazione in olio devono avvenire all’interno dell’area delimitata dall’IGP.
  • L’olio possiede qualità specifiche legate al territorio: Queste qualità possono riguardare il gusto, l’aroma, la consistenza o altre caratteristiche che lo rendono unico e distinguibile dagli altri oli.

In sintesi, un olio extravergine di oliva IGP è un prodotto di alta qualità, legato a un territorio ben definito e con caratteristiche organolettiche peculiari.

olio extravergine di oliva

 

Conclusioni

La scelta tra un olio monocultivar o un blend dipende dai gusti personali e dall’utilizzo che se ne vuole fare. Entrambi sono prodotti di alta qualità, ma offrono esperienze sensoriali diverse. Il monocultivar è ideale per chi cerca un olio con un carattere deciso e vuole scoprire le diverse varietà di olive, mentre il blend è perfetto per chi ama la versatilità e cerca un olio equilibrato e armonico.

Qualche consiglio per la scelta:

  • Leggi l’etichetta: Scegli oli extravergine di oliva prodotti con olive di alta qualità, provenienti da zone vocate e con un basso livello di acidità.
  • Assaggia: L’olio extravergine di oliva è un prodotto vivo e le sue caratteristiche organolettiche possono variare a seconda dell’annata e delle condizioni climatiche. Assaggia diversi oli per scoprire il tuo preferito.
  • Chiedi consiglio: Rivolgiti a un rivenditore specializzato o a un sommelier dell’olio per ottenere consigli personalizzati.

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