Miele Calabrese: Tutte le varietà da acquistare

10 Maggio 2023
admin

Il miele, un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale.

Il dolce miele calabrese è più apprezzato in tutta Italia.

La Calabria ha una lunga storia nel mondo dell’apicoltura, senza dubbio per l’ambiente incontaminato in cui le api possono trovare una vegetazione varia e ricca.

Non a caso, il primato italiano per la produzione di miele è interamente calabrese.

Miele calabrese: Le diverse varietà di miele

miele calabrese

A seconda della pianta da cui le api prelevano il nettare, si possono produrre diversi gusti e tipi di miele.

Le varietà più diffuse in Calabria sono il miele di arancia, di eucalipto, sulla, corbezzolo, clementino, castagno, bergamotto e la melata di abete, ognuna con proprietà e caratteristiche diverse.

Si trovano soprattutto nelle zone di San Ferdinando (RC) e Amaroni (CZ) dove si concentrano le grandi produzioni: a San Ferdinando grazie alla coltivazione degli agrumi, e ad Amaroni per la presenza di castagneti secolari.

La produzione del miele è tutelata dal Consorzio Apicoltori della Calabria e dall’Associazione “Amaroni Miele Italiani” (Associazione “Amaroni Miele Italiano”), che garantisce la qualità e il pregio del prodotto.

Lo sapevi …?

Il miele è il dolcificante più antico conosciuto.

Gli antichi greci lo consideravano un vero nettare degli dei e non potevano farne a meno durante i rituali che prevedevano offerte votive, Pitagora consigliava di assumerlo come elisir che assicurava lunga vita, e Omero ne scrisse poesie nella sua raccolta.

Miele prodotto secondo la tradizione calabrese

In origine il miele era conosciuto dal punto di vista medicinale e terapeutico, soprattutto per curare i problemi bronchiali.

La distinzione in miele monoflora (prodotto utilizzando un solo tipo di fiore) e multiflora è avvenuta in tempi più recenti per distinguerne meglio le proprietà organolettiche; anticamente l’unica distinzione era tra miele chiaro (millefiori, agrumi) e miele scuro (eucalipto, castagno, melata).

Le arnie, oggi veri e propri strumenti per massimizzare la produzione di miele, venivano ricavate in passato da tronchi d’albero o erano realizzate con fasce di vimini intrecciate, come riporta Columella (4-70 d.C.) nel suo “De re Rustica”.

Il miele veniva estratto dalla pitta, altrimenti detta favo, mediante spremitura a mano.

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