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Ciccioli: Cosa Sono, Come si Fanno, Calorie e Ricette

Pubblicato il 10 Maggio 2023

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Da admin

I ciccioli sono i pezzetti di grasso e di carne del maiale che restano dopo aver fuso il lardo per ricavare lo strutto: croccanti, saporiti e dorati, sono uno dei prodotti più antichi e golosi della tradizione contadina, in Calabria conosciuti anche come frìttuli o cìcciuli. Da noi, alle Tenute Conforti di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza, i ciccioli sono il profumo dell’inverno, il giorno in cui si lavora il maiale e nulla va sprecato. Mio nonno stava ore davanti al paiolo di rame, a girare lentamente, e quando i ciccioli salivano a galla dorati era festa per tutta la famiglia.

In questo articolo ti spiego cosa sono i ciccioli, come si fanno, quali tipi esistono, come si usano in cucina e quante calorie hanno. Ti racconto la nostra esperienza di famiglia, quella vera, fatta di paiolo, sale e pazienza, e ti dico anche le cose oneste: che sono grassi, che vanno mangiati con misura, ma che restano una delle bontà più sincere della cucina povera del Sud.

Cosa sono i ciccioli

I ciccioli sono il risultato della fusione del grasso del maiale. Quando il lardo e le parti grasse vengono tagliati a pezzetti e scaldati lentamente in un grande paiolo, il grasso si scioglie e diventa strutto liquido, mentre le parti più fibrose e ricche di carne si rapprendono, rosolano e diventano croccanti. Quei pezzetti dorati che galleggiano sono i ciccioli.

È un prodotto che nasce dal principio sacro della cucina contadina: del maiale non si butta niente. Lo strutto serviva per cucinare e conservare, i ciccioli erano il premio goloso della giornata di lavoro. In ogni regione hanno un nome diverso: ciccioli in gran parte d’Italia, frìttuli o cìcciuli in Calabria, sfrizzoli a Roma, greaves nei paesi anglosassoni. Ma il principio è ovunque lo stesso: grasso di maiale fuso e croccato.

Come si fanno i ciccioli

La preparazione dei ciccioli è semplice nei principi ma richiede mani esperte e tanta pazienza. Si parte dalle parti grasse del maiale, comprese le rifilature, il guanciale, parti della pancetta e del lardo, tagliate a pezzetti regolari. Si mettono in un grande paiolo, tradizionalmente di rame, e si scaldano a fuoco dolce e costante.

Man mano che il calore lavora, il grasso si scioglie e i pezzetti rilasciano lo strutto. Bisogna girare in continuazione, perché niente attacchi e bruci. Dopo un’ora o più, a seconda della quantità, i pezzetti diventano dorati, croccanti, profumati. A questo punto si tirano fuori con la schiumarola, si salano ancora caldi e a volte si pressano per ottenere i ciccioli frolli, una versione compatta. Lo strutto rimasto si filtra e si conserva. Da noi si aggiunge spesso una grattata di pepe nero, una foglia di alloro, e in qualche caso una punta di peperoncino di Calabria.

Ciccioli frolli e ciccioli secchi

Esistono due grandi famiglie di ciccioli. I ciccioli frolli sono morbidi all’interno e leggermente croccanti fuori, spesso pressati in blocchi e affettati, come accade nella tradizione emiliana. I ciccioli secchi, o croccanti, sono invece più asciutti, friabili, e si sgranocchiano come uno snack. Da noi in Calabria si preferiscono spesso i ciccioli croccanti, da mangiare caldi appena fatti, con il pane.

I ciccioli nella tradizione calabrese: le frìttuli

In Calabria i ciccioli hanno un cugino stretto e celebre: le frìttuli. Le frìttuli sono un piatto più complesso, fatto cuocendo a lungo nello strutto non solo il grasso ma anche cotenne, cartilagini, parti più povere del maiale, fino a renderle morbide e saporite. Si servono calde, magari in un panino, ed è tipico mangiarle nelle feste di paese e durante il periodo della macellazione invernale.

I ciccioli veri e propri sono la parte più croccante e asciutta di questa lavorazione. Da noi, nella valle del Crati e sulle colline della Sila Greca, la giornata del maiale era ed è ancora un rito di comunità: si lavora insieme, si chiacchiera, e a fine giornata si assaggiano i ciccioli appena fatti con una fetta di pane casereccio e un bicchiere di Cirò Rosso. È un sapore che sa di famiglia, di freddo, di camino acceso.

Come si usano i ciccioli in cucina

Il modo più semplice e più amato è mangiarli così, caldi e salati, con il pane. Ma i ciccioli sono anche un grande ingrediente. Il loro impiego più nobile è il pane ai ciccioli, un pane rustico arricchito con i pezzetti croccanti impastati dentro: una bontà che da noi si fa ancora nei forni di paese. Si usano anche nelle focacce, nelle pizze rustiche, nelle torte salate.

In cucina i ciccioli sbriciolati danno sapore a primi piatti, frittate, polpette e ripieni. Una manciata sopra una vellutata di legumi o sopra le verdure di campo crea un contrasto croccante irresistibile. Si abbinano benissimo ai nostri formaggi calabresi, come il caciocavallo silano DOP, e a un buon bicchiere di rosso strutturato. Sono una merenda contadina, un companatico, un tocco di croccantezza che arricchisce mille piatti.

Quante calorie hanno i ciccioli

Parliamoci chiaro: i ciccioli sono molto calorici. Essendo grasso di maiale fuso e croccato, apportano in media tra 500 e 600 chilocalorie per 100 grammi, a volte di più nelle versioni più grasse. Sono ricchi di grassi e di proteine, e contengono anche una buona quota di acido oleico, lo stesso grasso monoinsaturo dell’olio d’oliva.

Non sono un alimento da tutti i giorni, su questo non giro intorno alla verità. Sono un piacere di festa, da gustare in piccole quantità. Mio nonno ne mangiava una manciata il giorno della lavorazione e poi lavorava la terra fino a sera. Il problema non è mai stato il cicciolo, ma l’eccesso. Come per ogni cosa buona e ricca, conta la misura e conta la qualità della materia prima.

Come si conservano i ciccioli

I ciccioli appena fatti danno il meglio nelle prime ore, quando sono ancora croccanti e profumati. Si conservano in un contenitore ermetico, in luogo fresco e asciutto, per qualche giorno. In frigorifero durano più a lungo, ma tendono a perdere croccantezza: per ridarla basta scaldarli qualche minuto in forno o in padella senza grassi aggiunti.

I ciccioli frolli pressati in blocco si conservano meglio e più a lungo, avvolti in carta da alimenti e tenuti al fresco. Ti dico una cosa onesta: i ciccioli sono grasso, e il grasso col tempo irrancidisce. Se senti odore acuto, sgradevole, di vecchio, vuol dire che si sono ossidati e vanno buttati. Meglio farne poco e buono, e consumarlo con calma, che riempirsi la dispensa di un prodotto che dà il meglio appena fatto.

Perché scegliere i prodotti del maiale delle Tenute Conforti

Da oltre cinquant’anni la nostra famiglia alleva e lavora il maiale qui a San Giorgio Albanese, nel cuore della Calabria. Il nostro è il Maiale Nero Apulo-Calabrese, presidio Slow Food, allevato semibrado tra la valle del Crati e la Sila Greca. Dal suo grasso nascono i ciccioli, lo strutto e i nostri salumi, lavorati come una volta, con sale, aromi e pazienza. Quando ci chiami o ci scrivi, rispondiamo io o mio fratello, mai un call center. Scopri i nostri salumi calabresi nello shop, abbinali al nostro pane casereccio, ai formaggi, ai prodotti piccanti e alle nostre conserve e sottoli.

La storia dei ciccioli e la giornata del maiale

Per capire i ciccioli bisogna capire cosa significava il maiale per una famiglia contadina. Era la ricchezza dell’anno, l’animale che dava da mangiare per mesi. Si allevava con cura, e d’inverno, quando il freddo permetteva di lavorare le carni in sicurezza, arrivava il giorno della macellazione. Era un rito che coinvolgeva tutta la famiglia e spesso i vicini, perché c’era tanto lavoro da fare in poche ore.

Il grasso veniva fuso per ottenere lo strutto, che serviva tutto l’anno per cucinare al posto dell’olio quando l’olio scarseggiava. E i ciccioli erano il regalo di quella giornata: i pezzetti croccanti che salivano a galla, da assaggiare subito, caldi, con il pane e un bicchiere di vino. Mio nonno diceva che il giorno dei ciccioli si capiva chi sapeva fare e chi no, perché bastava distrarsi un attimo e il fondo del paiolo bruciava, rovinando tutto. Era una scuola di pazienza, di rispetto per l’animale e per il cibo. Quella cultura del non sprecare niente la portiamo dentro ancora oggi.

Il pane ai ciccioli: la tradizione di casa

Tra tutti gli usi dei ciccioli, il pane ai ciccioli è forse il più amato. È un pane rustico in cui i pezzetti croccanti vengono impastati dentro la pasta di pane, distribuendosi in tutta la mollica. Durante la cottura rilasciano un po’ del loro grasso e profumano l’impasto, regalando una crosta dorata e un cuore saporito che non ha bisogno di companatico.

Da noi si faceva con la pasta di pane avanzata, il giorno dopo la lavorazione del maiale. Niente sprechi, ancora una volta. Un pugno di ciccioli, una manciata di pepe nero, e nel forno a legna. Il profumo che usciva richiamava tutti in cucina. È un pane che si mangia da solo, ancora tiepido, e che racconta più di mille parole cosa fosse la cucina dei nostri nonni: povera negli ingredienti, ricchissima nel sapore e nel significato.

Ciccioli e abbinamenti: vino, formaggi e pane

I ciccioli sono grassi e saporiti, e chiedono compagni che sappiano bilanciarli. Il primo è il pane casereccio, neutro e rustico, che fa da base. Il secondo è il vino: un rosso calabrese strutturato come il Cirò DOC da uve Gaglioppo, o un Magliocco, con la loro freschezza e i tannini puliscono il palato dal grasso e rinfrescano la bocca tra un boccone e l’altro.

Con i formaggi i ciccioli fanno un bell’incontro: sbriciolati su una fetta di caciocavallo silano DOP o accanto a un pecorino crotonese DOP creano un gioco di consistenze, croccante contro cremoso. Per chi ama il piccante, una punta di peperoncino di Calabria nei ciccioli è la firma della nostra terra. Da evitare invece gli abbinamenti dolci o i vini morbidi e abboccati, che con il grasso del cicciolo diventano stucchevoli. Al grasso serve sempre qualcosa che taglia, mai qualcosa che asseconda: è la prima regola che mi hanno insegnato a tavola.

Gli errori da non fare con i ciccioli

Il primo errore è cuocere a fuoco troppo alto. Il grasso va fuso piano, con calma: la fretta brucia i pezzetti, rende lo strutto scuro e amaro e rovina tutto. Serve fuoco dolce e la pazienza di girare a lungo. Il secondo errore è non salarli al momento giusto: il sale va aggiunto a fine cottura, quando i ciccioli sono ancora caldi, così si attacca bene e li insaporisce in profondità.

Il terzo errore è conservarli troppo a lungo pensando che durino come un salume stagionato. I ciccioli sono grasso fritto e croccato, e il grasso col tempo si ossida: meglio farne poco e consumarlo in pochi giorni. L’ultimo consiglio, da chi ci convive da una vita, è non esagerare con le quantità. I ciccioli sono ricchi e calorici: una manciata regala soddisfazione, un piatto intero appesantisce. Sono un piacere di festa, da gustare con misura e con gratitudine per l’animale che li ha dati.

Ciccioli, strutto e gli altri prodotti del grasso di maiale

I ciccioli non nascono da soli: sono parte di una piccola filiera del grasso che la cucina contadina ha perfezionato in secoli di necessità. Dalla stessa lavorazione si ottiene lo strutto, il grasso fuso e filtrato che si usa per friggere, per la pasta frolla della pastiera e dei dolci, per insaporire i legumi. Lo strutto è stato per generazioni il grasso da cucina del Sud, prima che l’olio diventasse abbondante in ogni casa.

Accanto ai ciccioli e allo strutto, dal maiale si ricavano il lardo, salato e stagionato intero, la pancetta, dalla pancia, e la sugna, il grasso più pregiato che avvolge i reni. Ognuno di questi prodotti ha un suo uso e una sua storia. I ciccioli sono i più immediati, i più golosi, quelli che si assaggiano subito senza aspettare la stagionatura. Conoscere questa famiglia di prodotti aiuta a capire perché del maiale, davvero, non si buttava niente: ogni parte aveva il suo posto, il suo gesto, il suo momento dell’anno. È una cultura del cibo che merita di essere ricordata e, quando possibile, gustata ancora.

Domande frequenti sui ciccioli

Cosa sono esattamente i ciccioli?

I ciccioli sono i pezzetti di grasso e carne del maiale che restano croccanti dopo aver fuso il lardo per ricavare lo strutto. Si ottengono scaldando lentamente le parti grasse in un paiolo: il grasso si scioglie in strutto, mentre i pezzetti più fibrosi rosolano e diventano dorati. Sono un prodotto antico della cucina contadina, in Calabria chiamati anche frìttuli o cìcciuli.

Come si fanno i ciccioli?

Si tagliano a pezzetti le parti grasse del maiale e si scaldano a fuoco dolce in un grande paiolo, girando in continuazione. Man mano il grasso si scioglie in strutto e i pezzetti diventano croccanti e dorati. Si tirano fuori con la schiumarola, si salano ancora caldi e, volendo, si pressano per ottenere i ciccioli frolli. Lo strutto rimasto si filtra e si conserva.

Qual è la differenza tra ciccioli e frìttuli?

I ciccioli sono la parte croccante e asciutta che resta dalla fusione del grasso. Le frìttuli calabresi sono invece un piatto più complesso, in cui si cuociono a lungo nello strutto anche cotenne, cartilagini e parti più povere fino a renderle morbide. I ciccioli sono croccanti, le frìttuli più morbide e saporite, tipiche delle feste invernali.

Quante calorie hanno i ciccioli?

I ciccioli sono molto calorici: tra 500 e 600 chilocalorie per 100 grammi, talvolta di più. Sono ricchi di grassi e proteine e contengono acido oleico, lo stesso grasso monoinsaturo dell’olio d’oliva. Vanno consumati con misura, in piccole quantità, come piacere occasionale e non come alimento di tutti i giorni.

Come si usano i ciccioli in cucina?

Il modo classico è mangiarli caldi e salati con il pane. Si usano per fare il pane ai ciccioli, nelle focacce, nelle pizze rustiche e nelle torte salate. Sbriciolati arricchiscono primi piatti, frittate, polpette e ripieni, o danno croccantezza a vellutate di legumi e verdure. Si abbinano molto bene ai formaggi stagionati e al vino rosso.

Come si conservano i ciccioli?

I ciccioli appena fatti danno il meglio nelle prime ore. Si conservano in contenitore ermetico in luogo fresco e asciutto per qualche giorno, o in frigorifero più a lungo, anche se perdono croccantezza: si recupera scaldandoli in forno. I ciccioli frolli pressati durano di più. Vanno buttati se prendono odore di rancido, perché il grasso col tempo si ossida.

Cosa sono i ciccioli calabresi?

I ciccioli calabresi sono la versione del Sud, ricavata dal grasso del Maiale Nero Apulo-Calabrese, spesso aromatizzata con pepe, alloro e una punta di peperoncino di Calabria. Si preferiscono croccanti, da mangiare caldi con il pane casereccio nel giorno della lavorazione del maiale, accompagnati da un bicchiere di Cirò Rosso. Sono un sapore di festa e di tradizione contadina.


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